“Circeo”, il processo per la libertà delle donne  

Arriva su Paramount la serie sul massacro del 1975. Greta Scarano è l’avvocato di Donatella Colasanti

Non solo la cronaca dei crimini atroci compiuti da Angelo Izzo, Gianni Guido e Andrea Ghira nel massacro del Circeo del 1975, ma soprattutto il coraggio della sopravvissuta, Donatella Colasanti (interpretata da un’intensa Ambrosia Caldarelli), nelle fasi del processo ai carnefici, diventato un punto di svolta nella battaglia per i diritti delle donne, che ha portato più avanti a cambiare la definizione giuridica del reato di stupro, da crimine contro la morale pubblica a crimine contro la persona.
È il percorso che compie “Circeo”, la serie Paramount + Original, diretta da Andrea Molaioli, con Greta Scarano nei panni dell’avvocata Teresa Capogrossi, un personaggio di finzione ispirato ai veri legali che nelle varie fasi processuali hanno tutelato e agito per Donatella Colasanti a cominciare da Tina Lagostena Bassi. L’attrice ha letto i copioni delle sei puntate del racconto e già disponibile sulla neonata piattaforma, «tutti d’un fiato. Ero felice ci fosse un progetto come questo, che centra l’attenzione», spiega Greta Scarano, «anche sull’importanza sociale che ha avuto quel processo. Le sceneggiatrici (Flaminia Gressi e Lisa Nur Sultan, insieme a Viola Rispoli) nella scrittura si sono basate su una rigorosa documentazione e hanno creato un arco di racconto di grande verità, potenza e bellezza». Colpisce anche «nella parte sul rapporto di amicizia e fiducia che nasce tra Teresa e Donatella, una ragazza che subisce quella violenza da adolescente e deve intraprendere in quegli anni il suo percorso per diventare donna, comprendere come cercare di essere felice nonostante tutto, come riconquistarsi la sua libertà».
Ambrosia Caldarelli, nonostante la giovane età, conosceva i fatti del Circeo: «Mi aveva raccontato qualcosa mio padre, che era andato nella stessa scuola dei carnefici (il San Leone Magno ndr)», spiega. «Per prepararmi a interpretare una donna straordinaria come Donatella, ho attinto a tutto il materiale disponibile, come i processi. Ma ci ho messo anche del mio, perché non volevo imitarla». In Teresa Capogrossi «ho utilizzato anche riferimenti diretti, come una giovane avvocatessa del gruppo di legali di Donatella, dando al tempo stesso volto all’essere una femminista degli anni '70, che appartiene al mio personaggio, alle convinzioni che porta avanti». “Circeo” non potrebbe arrivare in un momento più importante visto che alcuni diritti delle donne vengono di nuovo messi in discussione: «La serie utilizza un linguaggio molto moderno, ed è importante per far conoscere quei fatti e le battaglie che ne sono seguite a una nuova generazione», commenta Ambrosia Caldarelli. «Certe volte non ci rendiamo conto del valore della nostra libertà, perché non conosciamo le battaglie servite per raggiungerle», aggiunge Greta Scarano. «Grazie a Donatella Colasanti, agli avvocati che l’hanno seguita e al movimento femminista lo stupro finalmente è diventato un reato contro la persona» ed è stato fondamentale per arrivare a quel risultato (raggiunto molti anni dopo) che l’opinione pubblica vedesse il coraggio di Donatella, anche quando viene colpevolizzata dai legali di quegli imputati, pur essendo vittima. Lei non si è arresa e si è arrivati a una svolta nella società».