Come Britti delude anche Raf
di ENRICO VERONESE Giovani. . Aprono i coetanei di chi già calca il palco grande, per questi ultimi fa fede la “prova tv” come nel pallone. Il rapper romano Kaligola finisce il suo festival già alle...
di ENRICO VERONESE
Giovani. . Aprono i coetanei di chi già calca il palco grande, per questi ultimi fa fede la “prova tv” come nel pallone. Il rapper romano Kaligola finisce il suo festival già alle nove, nonostante la tenerezza di essere diretto dal nonno (6). A prevalergli nel derby sono i Kutso (7): lo choc spettinato di “Elisa” suona come la diversione massima alla quale ambire quest’anno. Nel secondo scontro a fuoco, Enrico Nigiotti (6+) è radiofilo e ricorda vagamente il giro di Fabi e Gazzè: per un soffio vince sull’italo-africana Chanty, voce soul come ne vengono impostate mille dalle scuole di canto.
Bene (si fa per dire). Nina Zilli sa che difficilmente vincerà il festival, ma diverte e si diverte nei panni della soul girl anni Sessanta, history repating tra Shirley Bassey e Nancy Sinatra: oltre le gambe c’è 6 più. Il compitino di Irene Grandi può crescere rispetto alla mera sufficienza attuale, ma serve uno scatto di smalto e ammicco. Analogo mestiere sfodera Marco Masini: più look neo-Rourke che altro, ritornello e distintivo (5½). Raschiando il fondo del barile si salvano cinque pezzi, un quarto del totale, una miseria: la verde speranza può arrivare solo dalla categoria juniores.
Male. Da un candidato alla vittoria come Lorenzo Fragola ci si aspetta ben di più: brano e piglio da Nuova Proposta neomelodica di 30 anni fa, quando l’X Factor ce l’avevano tutti e nessuno. Il testo dice cose come «il cuore è il tuo bagaglio a mano»: e se pesa più di dieci chili lo mettono in stiva (5). Si fa presto a parafrasare Anna Tatangelo, quando la canzone è niente la cantante è zero. Detto di Bianca Atzei (chi?) - altra che vuò fa’ l’americana e le sbaglia quasi tutte - chi ha deluso più di tutti è stato Raf (4): come Grignani e Britti il giorno prima, l’abisso di creatività doveva suggerire di rinviare a miglior occasione il ritorno sulla scena, ma lo stonare proprio non gli si perdona.
Freak. I Soliti Idioti sono alla ricerca di un rilancio della popolarità, nel primo festival da anni senza la presenza di Elio e le Storie Tese. Un modello troppo alto, Cochi e Renato, che aggiornano senza genio (5½ dati causa e pretesto). Ben più incombenti i consensi per Il Volo (4½), pronto a decollare sulle note di Enola Gay: facce da secchioni, decibel da aeroporto e target in astinenza da Bocelli, a sforare i parametri del musicalmente autentico. A mezzanotte i minorenni non possono apparire in tv ma Conchita Wurst sì, però non impressiona nemmeno il Vaticano, con questi chiari di luna.
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