Conti: donerò il mio compenso ai terremotati

1 Febbraio 2017

Il conduttore replica alle critiche sul suo cachet per Sanremo. E su Crozza assicura: non ci sarà censura

MILANO. «Avevo già programmato di destinare una somma importante alle popolazioni colpite dal terremoto e volevo tenerlo per me, ma purtroppo queste polemiche assurde mi costringono a renderlo pubblico». Così Carlo Conti torna, in un'intervista sulla rivista Oggi sulle polemiche relative al suo compenso per il Festival di Sanremo. «Mi dispiace molto», ha detto lo stesso Conti in un’altra intervista al settimanale Chi. «Comprendo il sentimento che parte da un disagio che c'è nella società ma bisognerebbe sapere i fatti. Non perché un giornale fa un titolo e scrive una cifra allora è quella giusta e viene cavalcata in maniera populistica. Ci sono altri modi in cui ciascuno di noi fa qualcosa per chi vive un'emergenza, ed è bello se rimane privato. Se quello che devolvo in beneficenza lo devo rendere pubblico per farmi bello allora perderebbe di quella forza che parte da un comandamento: “Ama il prossimo tuo”.».

«Se voglio fare qualcosa di importante per gli altri», sottolinea Conti, «mi sento più ricco se non lo faccio sapere. Ho sempre pensato di dover restituire la grandissima fortuna che ho avuto nella vita e nel lavoro. Quello che mi dispiace è l'attacco personale, gratuito, senza sapere le cifre, senza sapere che negli ultimi due anni il Festival ha prodotto ricchezza per la Rai, senza sapere che molti programmi si ripagano con la pubblicità non attingendo minimamente al canone anzi portando utili importanti».

«Chi ha visto i miei precedenti Sanremo sa che c'è stato tanto sociale, tante riflessioni che abbiamo lanciato, dalla musica di Ezio Bosso alla famiglia più numerosa d'Italia o al racconto di un detenuto. Anche quest'anno», spiega ancora il conduttore e direttore artistico del festival, «ci saranno tanti riferimenti al mondo reale, ci sarà uno spazio ancora più grande perché sono successe tante cose e il festival deve avere questa vocazione non partitica ma politica e sociale».

Conti parla anche della scelta di Maurizio Crozza per fare la copertina di Sanremo: «Sono stato io a proporglielo e, le svelo un segreto, glielo avevo già chiesto l'anno scorso perchè mi piaceva avere una confezione comica di quel tipo (che al Festival non c'è mai stata) e la copertina è il marchio di questo fuoriclasse». E, a proposito dei contenuti degli interventi di Crozza, sottolinea: «Non ci sono freni, non c'è censura, non c'è mai stata».

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