Convegno e mostra su Alexander Langer

30 Maggio 2015

PESCARA. Il 3 luglio del 1995 moriva, suicida, a Firenze, Alexander Langer. Aveva 49 anni. Nel ventennale della morte dell’intellettuale altoatesino, fondatore del movimento dei Verdi in Italia e in...

PESCARA. Il 3 luglio del 1995 moriva, suicida, a Firenze, Alexander Langer. Aveva 49 anni. Nel ventennale della morte dell’intellettuale altoatesino, fondatore del movimento dei Verdi in Italia e in Europa, i suoi amici abruzzesi lo ricordano, oggi a Pescara, con una giornata di mostre, dibattiti e testimonianze.

Si intitola «In dialogo con Alexander Langer viaggiatore leggero» il tributo organizzato dagli amici dell’intellettuale scomparso.

Gli appuntamenti sono due. Il primo, alle 10.30, nella Casa natale di D’Annunzio, a Pescara Vecchia, dove sono in programma una mostra e la proiezione di filmati.

Il secondo appuntamento è nel vicino Auditorium Petruzzi dove, a partire dalle 16.30, si svolgerà un convegno nel corso del quale parleranno di Langer: Simone Belci, Marco Boato, Sista Bramini, Melania Cavelli, Fausto Ciuffi, Franco Lorenzoni, Valeria Malcontenti, Mario Mazzocca, Edi Rabini, Franco Travaglini e Mao Valpiana. La discussione sarà coordinata da Edvige Ricci e Giovanni Damiani, che con Langer condivisero la militanza giovanile in Lotta continua e, poi, l’impegno sul fronte ambientalistico.

Gli amici abruzzesi di Langer hanno deciso di ricordarlo nei luoghi dove egli volle organizzare il primo Convegno internazionale dei Verdi nel settembre del 1986, che richiamò a Pescara gli ecologisti di tutta Europa e la stampa italiana anche per parlare di Pescara e del suo centro storico, allora in abbandono. Sulla scia di quel convegno (il titolo era “La Terra ci è data in prestito dai nostri figli”), i Verdi italiani si diedero una forma politica organizzata.

Nella sua breve vita, Langer fu promotore di numerose iniziative per la pace, la convivenza, i diritti umani, contro la manipolazione genetica e per la difesa dell'ambiente. I principali temi al centro della sua attenzione furono: la situazione dell'Alto Adige e, in particolare, il rapporto tra le diverse comunità linguistiche; il rapporto tra Nord e Sud del mondo; la situazione dei Paesi dell'Europa dell'Est .

Ai familiari e agli amici Langer lasciò un breve biglietto che recitava così: «Non siate tristi, continuate in ciò che era giusto». (g.d.t.)

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