Da Campo Imperatore verso la Scindarella

26 Gennaio 2020

Si sale su una dorsale innevata che sembra non finire mai

Quando si dice Scindarella, il pensiero va all’inverno, alla neve e agli sci sul Gran Sasso. Su questo piccolo gruppo montuoso che protegge a sud Campo Imperatore nella sua parte più a ovest, sorgono infatti gli impianti di risalita del Gran Sasso cui si giunge con la funivia di Fonte Cerreto (Assergi, Aq). Il suo crinale, che parte dai ruderi di Sant’Egidio e arriva fino all’Albergo di Campo Imperatore, è una cavalcata delle migliori sia nella bella stagione che con la neve.
A Fonte Cerreto (Assergi-Aq) ci si avvia sulla S.S. 17-bis in direzione Castel del Monte; percorsi 24 km si svolta a sinistra verso Campo Imperatore e dopo un chilometro si parcheggia allo Stazzo di Sant’Egidio. Qui si inizia a salire sul sentiero 220 che si inerpica sul versante nord del Monte San Gregorio a Paganica. Man mano che si sale la visuale verso il mar Adriatico si fa sempre più ampia e il nostro “Piccolo Tibet” si srotola sotto gli occhi come un enorme tappeto prezioso, ancor più se bianco immacolato di neve. La salita non è mai brusca, ci porta a superare due dossi rotondeggianti e poi, per un piccolo avvallamento, si prosegue fino a raggiungere il crinale e la prima elevazione a quota 2.076 metri: san Gregorio di Paganica (1,20 ore). La cresta si snoda parallela al Monte Brancastello da cui è separata dall’altopiano su cui si colloca il bellissimo laghetto Pietranzoni. Percorrendo il lunghissimo balcone ci si affaccia sulla parte più bella del massiccio del Gran Sasso: il panorama spazia dal Pizzo Cefalone a ovest, al Monte Camicia ad est, tutto a portata di occhi.
Il Corno Grande domina e regala tutte le sue insenature, i canalini, le rocce e le nubi che sempre sbuffano sulla sua vetta. A sud l’immensa valle dell’Aterno che si racchiude anch’essa nei rotondeggianti monti da cui svetta piramidale il Velino. E ancora il Sirente, e anche la Majella. E la Piana di Campo Imperatore con i dossi, il Monte Bolza, più in là il Cappucciata e la sensazione del mare. Si sale su questa dorsale che pare non finire mai e che in primavera ci offre i crochi e le scille, più in là le bianche pulsatille più belle, i ranuncoli e gli spilloni. In inverno il manto immacolato ci fa arrivare fino agli impianti sciistici dove gli sciatori corrono anche verso la Valle Fredda e poi fino ad Assergi.
Dopo poco più di due ore dalla partenza siamo sulla vetta della Scindarella, 2.233 m. Con accortezza superiamo gli impianti per dirigerci verso la sella che ci porterà a Campo Imperatore da dove saremo partiti quando la strada per Campo Imperatore è chiusa, oppure si ridiscende seguendo la linea delle piste. Deviando verso est si raggiunge un bellissimo piccolo canyon dove il microclima fa crescere piante e fiori rigogliosissimi e dove scorre acqua su piccole incantevoli cascatelle, e si arriva sulla piana.
Il rientro lo si fa camminando sull’altopiano che non stanca mai, fino ad adocchiare un fontanile e a raggiungere il Laghetto Pietranzoni per la foto di rito che vede il Corno specchiarsi fanatico nelle sue acque limpide (13 km totali). A tenerci compagnia le greggi e i cani da pastore abruzzesi.
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