Da Fonte Capo la Maina verso il Monte Magnola

12 Gennaio 2020

Nel cuore del Parco naturale regionale Sirente-Velino 

Nel cuore del Parco naturale regionale Sirente-Velino, si trova il gruppo montuoso della Magnola, separato dal massiccio del Monte Velino dal profondo solco della Valle Majelama. Il versante più dolce e assolato per risalire le vette della Magnola è quello che parte da Fonte Capo la Maina (1.116 m), un valico che si trova tra i borghi di Forme e Santa Iona, in provincia dell’Aquila sulla strada provinciale 24. E partiamo proprio dalla fonte per percorrere una comoda carrareccia (segnavia 9A) che si innalza lentamente sul versante brullo del Monte Magnola, dove i fiori cambiano di settimana in settimana e il panorama su Celano e la sua Serra sorprende ad ogni passo.
Si percorrono circa 4 km di facile sentiero tra curve e tornanti: i muscoli si caldano perfettamente prima dell’impennata che ci aspetta, e si arriva al primo rifugio denominato “Pietro Concia” (ex Tavoloni). Il rifugio sorge sulla fascia mediana del Monte Magnola a 1390 m. Recentemente ristrutturato, è facile da raggiungere per tutti, anche per chi volesse fare due passi rilassanti con la famiglia. Su questo lato del massiccio del Velino nidificano due coppie di Aquila Reale di cui non è difficile incontrare il volo maestoso. A questo punto si lascia la carrareccia e, oltrepassata la Fonte Tavoloni, ci si porta a sinistra a risalire un piccolo crinale in direzione nord-ovest scavalcando dossi erbosi e brevi valli solitarie. Il terreno a volte diviene ghiaioso, segno dello scivolamento delle nevi e dello scorrere conseguente delle acque. Il versante sud della Magnola è tagliato da una sterrata che sale agli impianti sciistici: quando non c’è neve la stradina sembra una cicatrice, di quelle resistenti al tempo e ci fa capire quanto sia facile impattare negativamente su una montagna con poca vegetazione e dunque facile a franare. Nonostante questo, la salita offre, oltre a qualche riflessione, vasti panorami che abbracciano la Piana del Fucino, i monti a sua corona e vari paesi e cittadine che sbucano brulicanti di vita. Le radure si susseguono belle e fiorite fino a scorgere verso est il Rifugio Telespazio che si va a raggiungere percorrendo una evidente piccola valle. Dopo poco più di 2 ore di cammino siamo pronti a goderci la meta. L’affaccio è quasi commovente, se c’è un po’ di neve vedremo imbiancati tutti i cocuzzoli del Velino-Sirente, del Gran Sasso, del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise e della lontana Maiella: sembra di essere in cima al mondo. Spostandoci di poco sul pianoro intorno al Rifugio potremo goderci il panorama sull’altopiano delle Rocche che la cima del Monte Magnola, dietro di noi, sovrasta e protegge. Se si ha ancora voglia di camminare con una breve salita si arriva sullo spettacolare crinale della Magnola, (dove siamo già stati partendo da Ovindoli) che ci dona un Velino da sogno. Ci sarebbe da rimanere su per ore, a camminare sui crinali, fino a scorgere i piani di Pezza, ma dobbiamo scendere, per la stessa via e se avevamo prenotato il rifugio Pietro Concia potremo fermarci per una bella sosta con vista sull’Abruzzo, quello di quando ero bambina.
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