Da Risposta esatta a Quiz, ha cambiato il nostro linguaggio
«Risposta esatta!», «fiato alle trombe», «la fiera dei sogni», «lascia o raddoppia» o anche, semplicemente, «quiz»: sono tante le parole, le espressioni usate da Mike Bongiorno, o i titoli dei suoi...
«Risposta esatta!», «fiato alle trombe», «la fiera dei sogni», «lascia o raddoppia» o anche, semplicemente, «quiz»: sono tante le parole, le espressioni usate da Mike Bongiorno, o i titoli dei suoi programmi, entrati nell’uso comune. Perché lo storico presentatore «ha cambiato anche il linguaggio, facendo da mediatore tra una tv di impostazione pedagogica, quale era quella degli anni ’50 e ’60, e una tv di scuola americana, più orientata verso la velocità e la pubblicità». A spiegarlo è il presidente dell’Accademia della Crusca, Paolo D’Achille. «Nell’esperienza di Bongiorno», argomenta «distinguerei due fasi. La prima in Rai, quando ha portato il suo stile americano, sciolto, sobrio, veloce, basato su un linguaggio semplice, comprensibile e in cui c’era qualche elemento regionale: la famosa “allegria” era il calco di “alleger”, il “ciao” milanese. Un linguaggio anche sbeffeggiato da studiosi in quanto limitato, ordinario, anche perché il parametro di riferimento era un italiano di impronta letteraria. Ma sostanzialmente corretto, senza voli né volgarità». Con il passaggio a Mediaset, Mike diventa l’alfiere «di una tv più libera, in cui l’importanza regionale era più spiccata e forse con meno attenzione al contenuto culturale». Le celebri gaffe? «Più che linguistiche, erano di carattere culturale, a parte qualche vezzo nell’esibire termini di tratto un po’ arcaico, come “intiero” e “diecina”. Ma era anche autoironico, quindi enfatizzava i suoi scivoloni», sottolinea D’Achille. «E ha contribuito a lanciare alcune parole. Per esempio, con “risposta esatta”, il participio passato di esigere ha perso il suo significato originario, diventando sinonimo di “giusto”, “corretto”. Al di là delle simpatia o dei gusti», conclude «non si può dire che Bongiorno non abbia contribuito alla diffusione dell’italiano nel suo uso medio, parlato, disinvolto, in cui era immediato riconoscersi».
