Dal Rifugio Pomilio al Monte Focalone

18 Luglio 2019

Scarpinando nel paesaggio lunare delle alte vie della Maiella 

Il Monte Focalone è una elevazione “di passaggio” per raggiungere dalla Maielletta le principali vette del massiccio della Maiella. Di rado ci si sofferma sulla sua grandiosità che lo rende il “re” di quel suggestivo ambiente, con i suoi meravigliosi 2676 m. E così oggi lo andiamo a trovare percorrendo “l’anello di Re Focalone”.
Partiamo dal Rifugio Pomilio (1888m) dove inizia il sentiero pedonale intitolato a Indro Montanelli: 2,5 km asfaltati, dunque di agevolissima percorribilità e adatto a tutti. Gli escursionisti tagliano questo cammino per percorrere un vero e proprio sentiero su erba( sentiero P) che in circa 30 minuti porta alla Madonnina del Blockhaus, 2066m. Si aggira la vetta del Monte Blockhaus sulla destra o sulla sinistra e si giunge in altri 20 minuti alla quota di 2100 m a godere dei panorami a nord, con il Gran Sasso, a sud con le Gobbe di Selvaromana e poi il mare che si tinge dei colori del mattino, il tutto profumato dei pini mughi che ci accompagnano folti e verdissimi.
Si prosegue costeggiando il Monte Cavallo e si arriva al fontanino dell’Acquaviva, dove riempiamo le borracce e cominciamo ad affrontare la faticosa salita che porta a quota 2455 metri. Questo è il tratto più duro e caldo: il cammino su sassi e breccia mette a dura prova, ma siamo allietati da camosci saltellanti, fiori profumati e la sorgente dell’acqua gelata che bagna le rocce riscaldate dal sole.
Dopo una specie di balconata rocciosa con un ultimo sforzo arriviamo ad affacciarci finalmente su uno degli spettacoli migliori del massiccio della Maiella, che andiamo ad ammirare fermandoci al giallo Bivacco Fusco (2455m- 2,40 ore). L’anfiteatro delle Murelle si impossessa dei nostri cuori che stentano a staccarsi da tanta maestosità, poi lo sguardo si poggia sulle propaggini dell’Acquaviva e, infine, sul nostro re, il Monte Focalone. Sul sentiero sassoso che percorriamo per raggiungerlo, sbucano da ogni dove, impertinenti, fiori coloratissimi che affondano le loro radici nella terra che non vediamo: sembra una rappresentazione teatrale surreale, e invece è il paesaggio lunare delle alte vie della Maiella. Quando si arriva in vista della vetta (3,15 ore dalla partenza) i piedi corrono felici e giunti alla meta si fermano, esterrefatti.
Siamo su uno dei pianori di alta quota più belli delle nostre montagne dove sbucano come per magia vette possenti: l’Amaro, il Pescofalcone, il Rotondo, i Tre portoni, il Pomilio, il Sant’Angelo, l’Acquaviva e sicuramente sto dimenticando qualcosa ma mi perdo in quell’immensità, anche solo a descriverla. E non voglio andar via, semmai rimanere fino al tramonto a vedere i colori che svaniscono.
Per scendere torniamo al Bivacco Fusco dove si intercetta il sentiero G7. Si scende ed entriamo dentro l’anfiteatro delle Murelle che ci abbraccia e ci accoglie nel sogno più bello. E poi ancora giù verso le valli vertiginose, infinite, ammalianti. Qualche saliscendi, un breve passaggio esposto, poi ancora pini mughi per arrivare al fontanino dell’Acquaviva e gli ultimi 5 km per tornare da dove eravamo partiti (6-7 ore totali)
Siamo diversi, appagati, felici e senza pensieri.
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