Dalla Valle Fredda su verso il paradiso

Si parte da Opi per ritrovarsi a guardare il Mar Tirreno
Da Opi a Forca d’Acero per la Valle Fredda e la valle Inguagnera
Per la Valle Fredda Partire da un paese del Parco Nazionale in Abruzzo, percorrere valli, monti e ancora valli per ritrovarsi affacciati sulla provincia di Frosinone e guardare il Mar Tirreno si può, anche se le giornate non sono lunghe e c’è ancora neve.
Mettiamo nello zaino un bel paio di ramponi, una piccozza e partiamo dall’imbocco di val Fondillo, vicino a Opi, una delle perle del Parco. Non percorreremo però il sentiero F2 che risale la famosa e frequentatissima val Fondillo, ma più a destra il sentiero TR che ben presto diventerà F4. Ci si inoltra nella lunga Valle Fredda, talmente fredda che la neve è già dura all’inizio del percorso al mattino. I primi 4 chilometri sono pianeggianti, si cammina velocemente tra alberi e muretti pieni di muschio verdissimo, costeggiando sulla sinistra il Monte Dubbio e il Colle Consolito. Dopo circa un’ora si arriva allo stazzo di Valle Fredda dove sorge un piccolo rifugio. Qui vi accorgerete di essere vicini alla strada per Forca d’Acero e quindi, se lo volete, l’escursione può iniziare da qui, perdendo però la bellezza di un cammino facile e rilassante. Dopo lo stazzo si sale dolcemente nel bosco fino ad arrivare dopo un’altra mezz’ora in una radura stupenda con neve immacolata e si prosegue, sul sentiero F6 che risale un bosco più fitto. La salita qui diviene più ripida: con la neve ghiacciata è bene calzare i ramponi e guardare bene i segni bianco-rossi sugli alberi. Sotto i nostri piedi il bianco immacolato e sopra di noi la luce che filtra anch’essa fredda, come la valle. Si arriva dopo 2,30 ore in un anfiteatro grandioso dove il bianco acceca e non si comprende immediatamente dove bisogna andare. Il sentiero con la neve non è visibile ma la piccola sella delle Pietre Rosse (1865m) è proprio quella davanti a noi. Quindi tiriamo fuori la piccozza e cominciamo a salire con molta attenzione, magari facendoci aiutare da gradini che scaveremo nella neve.
In mezz’ora saremo su. Dove? In paradiso. L’affaccio è grandioso e indimenticabile: il Parco si srotola sotto i nostri occhi come un tappeto bianco, soffice e pieno di curve. Sono le guglie delle riserva integrale: il rifugio di Forca Resuni, il Monte Petroso, il Tartaro e laggiù le Mainarde. Di fronte le montagne laziali: il Monte Ninna (Serra Matarazzo), Rocca Altiera e Bellaveduta, il valico Inguagnera e l’omonima valle. Ci dirigiamo verso il valico camminando in cresta fino alla vetta del Monte San Nicola (1900m) lasciandoci alle spalle il Monte Panico. Dal valico si può riscendere verso il Passaggio dell’Orso e quindi val Fondillo. Con la neve e il ghiaccio, però, il primo tratto di discesa non è molto agevole e può nascondere passaggi impervi. Dunque godiamoci lo spettacolo sul Monte Marsicano, rifocilliamoci sul bellissimo valico e riscendiamo verso Forca D’Acero. Sul sentiero P3 in circa 1,30 ore saremo sulla strada provinciale 509 al chilometro 11, dove ci aspetta la seconda automobile(6 ore dalla partenza). Non ci resta che tornare all’entrata della val Fondillo per la birra della sera con i polmoni pieni di aria fresca e l’animo purificato.
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