Dear Jack & Co quando la band scoppia

28 Settembre 2015

PESCARA. Alessio Bernabei che lascia i Dear Jack per tentare la carriera solista, gli One Direction che, sull'orlo della crisi da tempo e con Zayn già andato via qualche mese fa, hanno annunciato che...

PESCARA. Alessio Bernabei che lascia i Dear Jack per tentare la carriera solista, gli One Direction che, sull'orlo della crisi da tempo e con Zayn già andato via qualche mese fa, hanno annunciato che dopo l'uscita del loro prossimo disco a novembre si prenderanno un lungo riposo. Con le fan già in lacrime e con l'ansia che possa trattarsi di uno stop definitivo.

E allora eccolo qui, puntuale come un male di stagione: il virus della band-che-scoppia ha colpito ancora. La storia della musica è piena di addii e divorzi eccellenti. Voglia di emergere dei singoli musicisti, stress fisico e psicologico, litigi: sono tante le motivazioni che portano alla rottura.

Per ora non è dato sapere se ci siano incomprensioni se non liti dietro la rottura del gruppo emerso con forza nell’edizione 2014 di Amici che nella fila conta il batterista Riccardo Ruiu, pescarese doc. La scelta di Bernabei, cantante della band, di «seguire un percorso da solista» è stata comunicata in una nota della loro etichetta discografica Baraonda, in cui si legge che la decisione «è stata presa di comune accordo con i Dear Jack che continueranno il loro percorso di band».

Tra i precedenti più recenti di band al capolinea c'è quello dei Take That, boy band dalle uova d'oro negli anni Novanta che è andata a schiantarsi contro le forti individualità dei componenti: il primo a lasciare il gruppo fu Robbie Williams, seguito a ruota dagli altri. La reunion è arrivata a metà degli anni Duemila, con fortune e presenze alterne. Ad oggi il gruppo resiste in formazione ridotta, passato da tre a cinque componenti.

Ad andare indietro con la memoria, c'è il caso degli Spandau Ballet, romantic band che spopolava negli anni Ottanta e oggi signori di mezza età tornati insieme sul palco in vena di nostalgici revival, dopo anni di carte bollate e tribunali.

Chi, dopo screzi, litigi, e l'ingombrante presenza di una donna (Yoko Ono) non è mai tornato insieme sono stati i Beatles: il loro scioglimento lasciò orfani disperati milioni di fan in tutto il mondo, anche se i quattro scarafaggi continuarono la loro strada da soli. L'addio a una vita in formazione ha premiato Peter Gabriel, che nel 1975 lasciò i Genesis nello sconcerto generale. Il no ai suoi compagni premiò lui con una carriera solista incredibile e la band con un successo che non avevano neppure sfiorato prima. Ma la lista è lunga: Doors, Guns N' Roses, Clash, Pink Floyd, REM, Dire Straits. A casa nostra, a far tremare i polsi, nelle settimane scorse sono stati anche Elio e Le Storie Tese. In un'intervista Elio ha dichiarato che le Storie Tese si fermeranno a breve per poi smentire, anche se non del tutto e non del tutto in maniera convincente. Anche una leggenda vivente come i Pooh, tra entrate e uscite nel corso di 50 anni di storia che festeggiano il prossimo anno, sono rimasti in tre dopo l'addio di Stefano D'Orazio.