Debuttano due donne nelle nomination per la miglior regia

Valeria Golino e Alice Rohrwacher in corsa anche per il film “Dogman” di Matteo Garrone fa incetta con 15 candidature
Brilla Napoli, tra ambientazioni e origini di storie e registi, in questa edizione dei David di Donatello. E brillano le donne, con due candidate – per la prima volta – per la miglior regia nella prima vera edizione del prestigioso premio al cinema italiano sotto la presidenza di Piera Detassis.
Mario Martone per “Capri-Revolution”, Luca Guadagnino per “Chiamami col tuo nome”, Matteo Garrone per “Dogman”, la partenopea Valeria Golino per “Euforia” e Alice Rohrwacher per “Lazzaro Felice” le cinque candidature per il premio miglior regista.
Il film di Garrone, che si può considerare napoletano di adozione e che ha girato a Castelvolturno, incassa in questa 64ª edizione dei David quindici candidature. Gli tiene testa solo Martone, che con la sua pellicola girata tra Capri e il Cilento ispirata alla storia della comune del pittore Karl Diefenbach, si attesta a 13 candidature (manca però quella di miglior film). Le cinquine sono state presentate ieri mattina nella sede Rai di Viale Mazzini di Roma.
Seguono, con 12 candidature ciascuna, “Loro” di Paolo Sorrentino, escluso però dai premi pesanti, e “Chiamami col tuo nome” di Luca Guadagnino e, subito dopo, con nove “Lazzaro Felice” e la sorpresa “politica” dell’anno “Sulla mia pelle” (entrambi in corsa anche nella categoria miglior film). Il regista del film sul caso Cucchi, Alessio Cremonini, spicca nella cinquina dei migliori esordienti che, però, non include donne: Luca Facchini per il “Fabrizio De Andrè – Principe libero”; Fabio e Damiano D’Innocenzo per “La terra dell’abbastanza”; Simone Spada per “Hotel Gagarin” e un esordio di lusso, ovvero Valerio Mastandrea con “Ride”.
Per quanto riguarda il miglior film straniero, ha annunciato a Roma Piera Detassis, presidente e direttore artistico dell’Accademia, il risultato della nuova giuria (composta da 1570 persone) è già acquisito: ha vinto “Roma” di Alfonso Cuaron.
Una curiosità, a contendersi i David, che verranno consegnati il 27 marzo in diretta su Rai1 con la conduzione di Carlo Conti, sul fronte degli attori è “Loro” a fare l’en plein in tutte le categorie: come attori non protagonisti troviamo infatti, Kasia Smutniak e Fabrizio Bentivoglio, mentre i protagonisti in corsa sono Toni Servillo ed Elena Sofia Ricci. Tra gli altri attori protagonisti in corsa per i David ecco sul fronte femminile: Marianna Fontana (“Capri- Revolution”), Pina Turco (“Il vizio della speranza”), Alba Rohrwacher (“Troppa grazia”) e Anna Foglietta (“Un giorno all’improvviso”).
Mentre tra gli attori protagonisti troviamo Marcello Fonte (“Dogman”), Riccardo Scamarcio (“Euforia”), Luca Marinelli (“Fabrizio De Andrè - Principe libero” e il David tra gli attori non protagonisti vede in corsa Ennio Fantastichini, l’attore scomparso lo scorso novembre, qui nei panni del papà di Faber) e Alessandro Borghi (“Sulla mia pelle”). A proposito di quest’ultimo film, l’unico targato Netflix di questa edizione, ma entrato regolarmente in corsa per i premi, la Detassis è stata chiara: se il film ha le sue regolari uscite in sala («sette giorni in cinque città, potrebbe essere la regola») non c’è nessun problema.
Nella cinquina dei documentari italiani appare anche Nanni Moretti con “Santiago, Italia” che se la vedrà con gli interessanti “La strada di Samouni” di Stefano Savona, “Arrivederci Saigon” di Wilma Labate, “Friedkin Uncut” di Federico Zippel e “L’arte viva di Julian Schnabel” di Pappi Corsicato. Nella serata dei David del 27 marzo composta, come ha ricordato Carlo Conti ieri a Viale Mazzini, oltre che dalla consegna dei premi anche da puro spettacolo anche un giusto ricordo di due grandi del cinema che ci hanno lasciato nel 2018: Bernardo Bertolucci e Carlo Vanzina. «Li ricorderemo soprattutto con le immagini dei loro film e, se possibile, con qualche loro intervista inedita», ha detto Conti che per la quarta volta condurrà la serata.
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