Depardieu scarica Putin, il Cremlino risponde

Dopo averlo ammirato per anni, l'attore cambia idea. Ma il russo non ci sta: «Non ha capito niente»
Era uno dei personaggi pubblici che in Francia lo ha difeso con più ardore, ma ora ha scarica il presidente russo Vladimir Putin, reo di aver attaccato l’Ucraina: per Gerard Depardieu, il presidente russo ha preso «una folle deriva». L’attore francese, nel 2013, in disaccordo con il governo del suo Paese, volle prendere la nazionalità russa, ma in un comunicato diffuso giovedì sera, è arrivato a definire del tutto «inaccettabile» il comportamento recente di Putin.
Depardieu, in una nota inviata all'agenzia di stampa francesce AFP, ha annunciato che gli incassi dei suoi tre concerti previsti all'inizio di aprile al Teatro degli Champs-Elysées, a Parigi, «andranno alle vittime ucraine». «Il popolo russo», ha scritto l’attore francese, «non è responsabile delle folli e inaccettabili derive prese dei loro governanti come Vladimir Putin». L'attore ha inoltre proseguito, ricordando di avere da sempre avuto «un debole per il popolo russo, così ben descritto da scrittori come Dostojevski, Tolstoi, Gogol, Pasternak e tanti altri artisti...». «La Russia e l'Ucraina» ha aggiunto poi Depardieu, «sono sempre stati Paesi fratelli. Sono contro questa guerra fratricida. Io dico: “Deponete le armi e negoziate!”
Pronta la risposta, ieri, del Cremlino: Putin ha fatto sapere, tramite il portavoce Dmitri Peskov, che l’attore probabilmente «non ha completamente capito la situazione in Ucraina». Peskov ha quindi elencato i punti “ignorati” da Depardieu: quel che è successo in Ucraina nel 2014, cosa sono gli accordi di Minsk, cosa rappresentano Donetsk e Luhansk . «Non capisce cosa sia il bombardamento di civili», ha detto ancora Peskov, «e probabilmente non sa degli elementi nazionalisti». Ma, ha concluso il portavoce russo, «siamo disponibili a spiegare tutto questo, in modo che capisca meglio. Se vuole».
Dopo aver ottenuto la cittadinanza russa, Depardieu aveva continuato per anni a fare l'elogio della sua «nuova patria», dove si era trasferito soprattutto per motivi fiscali. La Russia, aveva in più occasioni ripetuto, è «una grande democrazia». Quanto a Putin, che adesso ha deciso di ripudiare, era arrivato in passato a paragonarlo a papa Giovanni Paolo II. A gennaio del 2013 l’attore era stato ospite della residenza del presidente a Sochi, dove gli era stato consegnato il suo passaporto russo: al suo atterraggio è stato accolto da donne in abiti tipici. E a febbraio, l'attore francese aveva anche incontrato il leader ceceno Ramzan Kadyrov.
L’attore ha in programma degli spettacoli a Parigi: a partire da domani, si esibirà in un recital repicato in tre serate.
