“Die Sture”, storie dei martiri ottobrini

Appuntamento con la rassegna Teatro della memoria a Lanciano: questa sera alle 21 all’Auditorium Diocleziano, Le Caltapie Centro creativo delle Arti - Associazione Teatro possibile presenta “Die...
Appuntamento con la rassegna Teatro della memoria a Lanciano: questa sera alle 21 all’Auditorium Diocleziano, Le Caltapie Centro creativo delle Arti - Associazione Teatro possibile presenta “Die Sture” (La Testarda) con Vittoria Oliva, Alice Di Falco, Gabriele Tinari, musica composta ed eseguita da Stefano di Matteo, testi di Alda Merini (nella foto), Remo Rapino, Gabriele Tinari. Questo spettacolo ha come obbiettivo aggiungere a quel che si sa sui martiri ottobrini lancianesi una ulteriore riflessione e il gesto di alto valore morale di una donna, Gemma Di Castelnuovo, che pochi conoscono. Tutto quello che si racconta è accaduto e scaturisce da testimonianze vere. Die sture entra nella memoria dei fatti dell’ottobre 1943 a Lanciano quando alcuni tra i giovani che si ribellarono ai tedeschi occupanti furono uccisi. La narrazione di quei giorni inizia con la testimonianza di una bambina di 7 anni, costretta con la sua famiglia a sfollare e raggiungere Lanciano, già liberata dagli alleati, da un piccolo centro della stessa provincia di questa città. In seguito, il racconto fa riemergere l’esperienza di dolore e morte di due martiri lancianesi, Trentino La Barba e Pino Marsilio, e continua con la testimonianza di chi ha visto, una donna, Gemma Di Castelnuovo, rischiare la vita, per pulire i volti e le mani dei caduti, persone lasciate a terra come stracci, perché fossero monito per i ribelli.
Gemma Di Castelnuovo, una persona che con il suo gesto distrugge la logica della guerra e dà un esempio grandissimo di resistenza. «Die Sture l’abbiamo chiamata la Testarda», si legge nelle note di Caltapie, «perché mai nessuno l’avrebbe dissuasa dal compiere l’atto di pulire i corpi dei caduti e ricomporne la dignità e le storie personali. La scelta di questa donna, moglie e madre, che mette a repentaglio la sua vita e i suoi rapporti famigliari per dedicarsi a quell’opera pietosa e sacra, ci ha toccato così tanto e intimamente da volerla tradurre in spettacolo, perché se ne conoscesse l’esistenza».Ingresso 5 euro.
Gemma Di Castelnuovo, una persona che con il suo gesto distrugge la logica della guerra e dà un esempio grandissimo di resistenza. «Die Sture l’abbiamo chiamata la Testarda», si legge nelle note di Caltapie, «perché mai nessuno l’avrebbe dissuasa dal compiere l’atto di pulire i corpi dei caduti e ricomporne la dignità e le storie personali. La scelta di questa donna, moglie e madre, che mette a repentaglio la sua vita e i suoi rapporti famigliari per dedicarsi a quell’opera pietosa e sacra, ci ha toccato così tanto e intimamente da volerla tradurre in spettacolo, perché se ne conoscesse l’esistenza».Ingresso 5 euro.
