Doppio concerto dell’Isaper non dimenticare la Shoah

L’AQUILA. Musica di regime e arte degenerata è il titolo del programma musicale proposto dall’Isa (Istituzione sinfonica abruzzese) nell’ambito della sua 44esima stagione concertistica in occasione...
L’AQUILA. Musica di regime e arte degenerata è il titolo del programma musicale proposto dall’Isa (Istituzione sinfonica abruzzese) nell’ambito della sua 44esima stagione concertistica in occasione del Giorno della memoria.
Appuntamento, oggi all’Aquila, al Ridotto del Teatro Comunale alle 18 e domani ad Atri, alTeatro Comunale, sempre alle 18. Sul palco i professori dell’Osa (Orchestra sinfonica abruzzese) diretti da Carlo Goldstein, con solista ospite la pianista Federica Bortoluzzi.
«Il programma musicale», spiegano le note di presentazione del concerto, «accosta musiche di alcuni dei grandi compositori tedeschi del passato celebrati dal regime nazista come modelli per la riscoperta dell’autentico sangue musicale ariano, con brani di autori ebrei posti invece tra gli esempi di quella che fu chiamata “arte degenerata”, che secondo quella folle ideologia era causa della rovina e della decadenza della musica stessa».
Tra i primi, il programma prevede l’esecuzione dell’Idillio di Sigfrido di Wagner e il Concerto in la maggiore per pianoforte e orchestra K.488 di Mozart. Tra gli esempi di “musica degenerata” verranno invece eseguiti il celeberrimo Adagietto dalla Sinfonia n.5 di Mahler che di Wagner rielabora la lezione armonica e la Suite per orchestra da camera di Erwin Schuloff, affascinante autore boemo di origine ebraica che subì la censura e la persecuzione nazista morendo nel campo di concentramento di Wulzburg, in Baviera, nel 1942.
«“L’accostamento», racconta Carlo Goldstein, «delle pagine della tradizione musicale austrotedesca, da Mozart a Wagner, con pagine, tra loro anche diverse, composte da autori ebrei come Malher e Schuloff - quest’ultimo morto giovanissimo con l’infame marchio di arte degenerata - non sembri eccentrico. Mi piacerebbe anzi si capisse il profondo legame che le une hanno con le altre. Come dire che la persecuzione e i crimini di Hitler, ancora prima che fare un torto a dei compositori in quanto ebrei, fece torto a dei compositori tedeschi che rappresentavano in tutto e per tutto un’aima viva e produttiva della sua stessa cultura».
Il concerto odierno all’Aquila sarà preceduto da un’introduzione curata da Gianluca Sulli e da Goldstein, il quale, in passato, ha collaborato con il Centro di Studi Yuval (centro di studi internazionale sulla musica ebraica che fa capo all'Università di Gerusalemme) per studi e ricerche sui compositori ebrei europei e il loro destino nelle persecuzioni del Novecento.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
