E Adelphi pubblica le lettere a Parise

«Se mi vede Cecchi, sono fritto» Corrispondenza e scritti 1962-1973: è il titolo completo del libro, edito da Adelphi, e curato da Domenico Scarpa con un bell’apparato di note, che raccoglie il...
«Se mi vede Cecchi, sono fritto»
Corrispondenza e scritti 1962-1973: è il titolo completo del libro, edito da Adelphi, e curato da Domenico Scarpa con un bell’apparato di note, che raccoglie il rapporto espistolare di Gadda con Goffredo Parise, lo scrittore vicentino, autore di classici del Novecento italiano come “Il prete bello” e i “Sillabari”, scomparso nel 1986 all’età di 57 anni.
All’epoca di queste lettere, Gadda ha quasi settant'anni, Parise ne ha poco più di trenta. Gadda vede nel giovane Parise «un surreale d'impeto»: gli fa leggere Darwin, cerca maldestramente di proteggerlo ma soprattutto non cessa di testimoniargli un affetto che sorprendono. Parise scarrozza Gadda incurante del suo terrore di essere visto, e criticato, a bordo di una rombante biposto, e lo sfotte con un'irriverenza che cela una «profonda, alta ammirazione».

