E Gravina produce Dante da ballare

28 Ottobre 2018

Il presidente della Federcalcio riscrive una Commedia popolare, debutto in Molise

ISERNIA. Dal sommo poeta Dante Alighieri al ct della nazionale di calcio Roberto Mancini per una “rilettura” giovane e moderna della Divina Commedia e dello stesso calcio italiano: è la scommessa del produttore teatrale e neo presidente della Federcalcio Gabriele Gravina.
È all'auditorium Unità d'Italia di Isernia che parte la nuova avventura del Musical La Divina Commedia, con le musiche di Marco Frisina e la regia di Andrea Ortis: è la scommessa culturale di Gravina, già produttore della prima edizione: Gravina ha legato il suo nome al miracolo del Castel di Sangro, località abruzzese a pochi chilometri da Isernia che sotto al sua guida ha raggiunto la serie B.
Il neo presidente della Figc è quindi molto legato a queste zone che conosce bene. La prima mondiale dello spettacolo, che rispetto alla prima edizione del 2007 è stato completamente riscritto, si terrà il 7 novembre a Isernia e in questi giorni sono circa 60 tra attori cantanti e ballerini più staff e tecnici che stanno provando incessantemente all'auditorium molisano. L'inserimento come voce narrante dei testi danteschi di Giancarlo Giannini non è l'unica novità: come ha spiegato Ortis «è una versione più “aperta e popolare” dello spettacolo, non è un lungo catechismo, ma un risultato laico aperto a tutti».
E in questa riscrittura la mano del “presidente produttore” Gravina è stata decisiva: è lui infatti che ha voluto fortemente questa «andata verso il popolo» dello spettacolo che nella prima edizione ha girato il mondo con tutti sold out. Come si è lanciato in questa doppia impresa “divina” e monumentale? «Non solo per responsabilità sociale», spiega, «ho deciso di investire nel mondo dello spettacolo dal vivo: è la passione che mi ha spinto a entrare prima nel mondo del calcio poi nel teatro. Dall'uno all'altro il passo è stato breve, in fondo in entrambi i casi si tratta di spettacolo, si tratta di unire una cultura più alta e tradizionale ad una più popolare». Per Gravina calcio e teatro sono come «cucinare un buon piatto italiano. Si parte da ingredienti di qualità per poi arricchire il tutto con il sapore di piccoli dettagli importanti».
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