ECCO IL BELLO DELL’AMORE

Ermal Meta si racconta: i sentimenti non hanno a che fare con età o genere
PESCARA. «A Pescara sono stato 7 anni fa con un concerto del mio precedente gruppo, La Fame di Camilla. Ricordo una bella serata, molto divertente, con tanto pubblico e molta partecipazione». Ermal Meta, all’epoca frontman della band barese (lasciata nel 2013), non era famoso come oggi. Il ritorno a Pescara, con un concerto domani, 4 agosto, al teatro D’Annunzio (ore 21), avviene sull’onda di un giro da record, il Vietato morire Tour, partito il 21 aprile e coronato dal tutto esaurito in tutte le tappe. Tour dai grandi numeri, come l’album disco d’oro da cui prende nome, il 2° del 36enne musicista di Fier (da 23 anni in Italia), e come l’omonimo singolo (disco di platino) terzo al 67°Festival di Sanremo, Premio della critica Mia Martini e oltre 38 milioni di visualizzazioni su YouTube. Sul palco pescarese Meta sarà accompagnato da Dino Rubini (basso), Marco Montanari (chitarra), Emiliano Bassi (batteria), Roberto Pace (tastiera e pianoforte), Andrea Vigentini (cori e chitarra acustica). «Il tour sta andando benissimo, sold out dappertutto» racconta Meta al Centro «Andremo avanti fino a novembre. Poi farò altre date all’estero, 9 in Europa e 2 in America».
Fatica?
«Fatica tanta, certo. Ma è tutto ripagato dall’affetto del pubblico».
Ha iniziato 4 anni fa la carriera solista. La svolta quest’anno a Sanremo. Com’è cambiata la sua vita?
«Dal punto di vista professionale sono cambiate tante cose. Intanto sono in tour. Ci sono tante richieste, tante date. Dal punto di vista umano è cambiato poco».
A Sanremo ha vinto anche il premio per la migliore cover con “Amara terra mia” di Domenico Modugno.
«Ho sempre amato molto Modugno e le sue canzoni. È stato una figura iconica, un interprete eccezionale, che ha portato la musica italiana in tutto il mondo. “Amara terra mia” è uno dei suoi pezzi più belli, anche se meno noto. È un brano con origini lontane, un antico canto abruzzese che lui ha saputo riscrivere e trasfigurare in modo potente, dandogli forza visionaria».
Nel concerto oltre ai pezzi di Vietato morire proporrà brani dell’album d’esordio Umano, ripubblicato col nuovo album in un doppio cd. Come mai questa scelta?
«Mi è sembrato giusto fare un regalo a chi si avvicinava a me in quel momento per la prima volta. Il doppio cd costa come un cd singolo. È un modo per far conoscere anche il mio lavoro precedente».
Nel videoclip di “Ragazza paradiso”, il nuovo singolo estratto da “Vietato morire”, non c’è solo l’amore tra un ragazzo e una ragazza. Ha voluto dire che l’amore non ha confini di genere o età?
«Proprio così. Nel videoclip c’è un’idea semplice, e cioè che l’amore in sé è una cosa semplice, naturale, che ha a che fare solo col sentimento, né con l’età né col genere. L’amore non si può categorizzare».
Ha scritto canzoni di successo anche per altri. È più appagante il successo come autore o come cantautore?
«Preferisco di gran lunga salire sul palco, è una cosa molto bella. Il successo come cantautore è molto più appagante. Ormai non scrivo più per altri».
Il 23 maggio è stato a Palermo, sotto l’Albero di Falcone, per il 25esimo anniversario delle stragi. Cosa ha provato?
«Commozione. Ho visto tanti giovani e giovanissimi. Queste manifestazioni sono importanti per far conoscere l’accaduto anche a chi all’epoca non era ancora nato».
Il concerto è organizzato da Alhena Entertainment e Ventidieci. Prevendite su Ticketone, Ciaotickets. Prezzi: poltronissima € 30.50+4.50, poltrona €25.25+3.75. gradinata €20+3, disabili €20+3.

