Einaudi, cinquant’anni di un grande editore in mostra a Francavilla

Da giovedì al Museo Michetti un’esposizione multimediale organizzata dal libraio pescarese Filippo Montefusco
di Giorgio D’Orazio
Cinquant'anni di e con Einaudi. Si potrebbe raccontare così il rapporto lavorativo e culturale tra il libraio pescarese Filippo Montefusco e la casa editrice torinese che dà vita a due mostre multimediali sulla storia dello Struzzo, a Francavilla al Mare dal prossimo 23 giugno e a Pescara in settembre. Un'iniziativa promossa dall'Associazione Citylights e dall'omonima libreria-caffé di via del Porto a Pescara, ideata e organizzata da Montefusco insieme a un gruppo di intellettuali pescaresi, tra cui Alessandro Angelucci, il giovane storico scomparso di recente: alla sua memoria è dedicata l'operazione culturale “Cinquant'anni di un editore. Le edizioni Einaudi negli anni 1933-1983”.
«Circa 50 anni fa frequentavo il Punto Einaudi di Pescara e con l'avallo di mio padre aprii un conto rateale per i miei libri», racconta Montefusco. «Ricordo con emozione l'acquisto del primo volume della Storia d'Italia, un'opera innovativa che aprì il cantiere delle Grandi Opere Einaudi, sintesi eccellenti di quanto di meglio l'intellettualità europea aveva elaborato dopo la seconda guerra, era il 1972».
Solo quattro anni dopo, Montefusco ha cominciato a proporre e a vendere i libri di Einaudi agli amici e compagni d'università, per qualche anno ha insegnato nei licei, è stato un fedelissimo agente Einaudi e ancora oggi, nella sua libreria Citylights, Einaudi è al primo posto.
«Per tutte queste ragioni, il 2016 è, per me, un anno molto importante, nel quale realizzare un progetto che cullo da un po', per far comprendere soprattutto ai giovani che cosa ha significato fare cultura ed editoria tra il 1933 e 1983 in Italia, costruendo un percorso multimediale attraverso foto, video, documenti, libri e riviste, e grazie ad incontri con autori, testimoni e storici che racconteranno il loro rapporto con la Einaudi», osserva Montefusco. «Credo, poi, che abbia un senso inaugurare in Abruzzo questo progetto, che vorrei portare in giro per l'Italia. Ci sono tanti legami tra la nostra regione e l'editore torinese, basta pensare che nel 1934 Einaudi inizia a pubblicare la nuova serie della rivista La Cultura, fondata da Cesare De Lollis che era di Casalincontrada, dopo averla acquistata dal banchiere-intellettuale Raffaele Mattioli. Fu proprio il vastese Mattioli a cedere al suo amico fraterno Giulio Einaudi il marchio della rivista, lo Struzzo, e a risollevare la casa editrice in più di un'occasione. E non possiamo dimenticare che nel 1960, tra i Quaderni del Teatro popolare italiano, venne pubblicato “Un marziano a Roma” di Ennio Flaiano, pescarese come quel Federico Caffè che è stato tra gli autorevoli consulenti della Casa editrice torinese sui temi dell'economia e della finanza».
Nel progetto Montefusco ha coinvolto l'Archivio di Stato di Pescara, esponenti della Casa editrice e la stessa Einaudi, oltre al più profondo conoscitore di queste edizioni, il noto bibliofilo Claudio Pavese.
«Lo scorso aprile a Milano si è svolta l'importante mostra “I libri Einaudi 1933-1983. La collezione Pavese”» spiega Montefusco «curata da Andrea Tomasetig e da Claudio Pavese, un einaudiano militante che ogni volta mi fa tornare con la memoria a quegli anni di vitale dibattito politico-culturale. Claudio, davvero entusiasta del nostro progetto, ci presterà le prime edizioni dei volumi che esporremo nella mostra di Pescara, a partire dal 20 settembre, edizioni rare, di grande bellezza grafica, ad illustrare alcune tra le più prestigiose tra le 92 collane einaudiane».
Prima dell'appuntamento pescarese, si terrà un'anteprima a Francavilla, al Museo Michetti, con inaugurazione giovedì prossimo alle ore 19. Una mostra multimediale, visitabile tutti i giorni dalle ore 18 alle ore 22 fino al 5 luglio, che prevede anche proiezioni, concerti e incontri, come la conversazione con Giulia Boringhieri, storica dell’editoria, sulle collane scientifiche del catalogo e sull’attività editoriale del padre Paolo Boringhieri, appuntamento il 2 luglio alle ore 11 al MuMi.
«Quello che stupisce della “stagione d'oro” di Einaudi», commenta Montefusco, «è la qualità della produzione editoriale ottenuta attraverso un sapiente lavoro collettivo, coordinato da Giulio Einaudi, con il concorso di “intellettuali-editori” del calibro di Pavese, Ginzburg, Bobbio, Vittorini, Calvino e Bollati. Einaudi ha interpretato più di ogni altro editore l'esigenza di modernizzazione e sprovincializzazione della società italiana», conclude Filippo Montefusco, «firmando il progetto di costruzione di una nuova “paideia”, di un'egemonia culturale per l'Italia del secondo dopoguerra».
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