Elena Sangro l’altra musa di Gabriele d’Annunzio

PESCARA. Dopo la biografia “Lina Cavalieri. La donna più bella del mondo. La vita (1875-1944)”, lo studioso dannunziano abruzzese, Franco Di Tizio, torna a raccontare la vita di un'altra musa di...
PESCARA. Dopo la biografia “Lina Cavalieri. La donna più bella del mondo. La vita (1875-1944)”, lo studioso dannunziano abruzzese, Franco Di Tizio, torna a raccontare la vita di un'altra musa di Gabriele d’Annunzio, Elena Sangro, attrice di cinema muto, nel libro “Elena Sangro e la sua relazione con Gabriele d’Annunzio” edito da Ianieri.
«La sagace ricerca di Franco Di Tizio», scrive Umberto Russo, nella prefazione al volume, «già ricca di tante esperienze nel campo della biografia, soprattutto dannunziana, si è rivolta in questa occasione alla figura di una delle tante donne conosciute (quasi sempre carnalmente) dal divo Gabriele e ne ha ritratto un completo profilo grazie alle molte testimonianze, sia epistolari, sia di altro genere, che è riuscita a reperire. La singolare circostanza che la donna fosse corregionale del poeta, giacché aveva avuto i natali a Vasto, fece sì che il suo legame con lui, intrecciato quando era ancora giovinetta, durasse a lungo, fino alla scomparsa di d’Annunzio, pur nell’alternanza di momenti alti e bassi e nonostante la notevole differenza di età tra i due. Era un’attrice, Elena Sangro», aggiunge Russo, «una delle protagoniste del neonato cinema, allora muto, e cercò di coinvolgere d’Annunzio nella nascente “settima arte”, ma forse proprio questo suo intento finì per infastidire l’amico inducendolo al distacco, mentre lei rimase per sempre una sua fedele ammiratrice. Questa vicenda d’amore, evocata in controluce con la travagliata nascita della cinematografia italiana, è ricostruita con dovizia di documenti dall’autore, che così aggiunge un nuovo interessante tassello alla sua meritevole opera di studioso dannunziano».
Franco Di Tizio, 69 anni, di Francavilla, ha esordito in campo letterario, a vent’anni, pubblicando una raccolta di poesie, “Aliquando permutabo” (Solfanelli, 1968). Studioso del Cenacolo michettiano e, principalmente, biografo dannunziano, ha pubblicato numerosi libri, tra cui: “Francesco Paolo Michetti nel cinquantenario della morte” (Brandolini, 1980), e “Francesco Paolo Tosti” (Brandolini, 1984).
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