Elisabetta e Fabrizio «Noi, coppia sul web»

14 Giugno 2015

Un giovane di Avezzano e sua moglie: la nostra storia a distanza

di Eleonora Berardinetti

La mattina si danno il buongiorno su WhatsApp, durante la giornata si videochiamano su Skype e nel week end suonano uno a fianco all'altra nella banda del paese. La storia di Fabrizio Ruscitti, 33 anni, ed Elisabetta Cofini, 29, è stata sempre caratterizzata dalla distanza. Una storia che calza a pennello con “The Distant Hello”, la piattaforma virtuale promossa da Nescafé Cappuccino dedicata agli amori a distanza, c he (si legga l’articolo qui a fianco ha incoronato un’altra coppia abruzzese come emblema dell’a more a distanza).

Lui, padre di Castelnuovo di Avezzano e madre di Sante Marie, ha vissuto fino a 10 anni a Bologna dove i genitori si erano trasferiti per lavoro. Una volta tornato nella Marsica, ha conosciuto la piccola Elisabetta, che all'epoca aveva 6 anni e viveva con i suoi a Castelnuovo. Insieme hanno iniziato a suonare le prime note nella banda di Castelnuovo – lei il clarinetto, lui il trombone – a fare le prime scampagnate con gli amici e le prime serate in discoteca. Cupido li ha colpiti nel 2004 quando Fabrizio studiava all'Aquila Ingegneria e lei frequentava ancora le scuole superiori.

«Il nostro rapporto è iniziato a distanza», racconta Elisabetta. «Io vivevo ad Avezzano e lui all'Aquila. Quando poi ho iniziato anche io l'università, abbiamo vissuto per tre anni nella stessa città: un sogno. Ma subito dopo, lui ha iniziato a lavorare fuori e io ho continuato a studiare in Abruzzo».

Il primo incarico del neo ingegnere di casa Ruscitti è stato a Pomezia in un'azienda specializzata nel settore dell'elettronica. Il telefono di Elisabetta ha ricominciato a squillare e, tra scatti su WhatApp, qualche post su Facebook e una videochiamata su Skype, nel 2013 hanno deciso di andare all'altare e coronare così il loro sogno d'amore.

«Quando ci siamo sposati, Fabrizio già faceva su e giù tra Pomezia e l'Inghilterra», prosegue Elisabetta, «e io ho continuato a studiare. Qualche volta l'ho raggiunto per un breve periodo, e poi, subito dopo essermi laureata, ho iniziato a lavorare ad Avezzano».

La vita di Fabrizio ed Elisabetta è legata dal filo della tecnologia che permette loro di vivere l'uno al fianco dell'altro anche a centinaia di chilometri di distanza. Un amore tenuto saldo dal conto alla rovescia che inizia il lunedì mattina e termina il venerdì quando il rombo della macchina di Fabrizio varca il cancello di casa dando inizio così a un nuovo fine settimana insieme.

«Quando lavora a Pomezia, parte il lunedì mattina e torna il venerdì con la valigia carica di panni da lavare e stirare», racconta Elisabetta. «Quando invece va in Inghilterra sta fuori almeno per cinque settimane e non torna mai, e devo ammettere che è molto più dura».

La giornata della famiglia Ruscitti inizia con un buongiorno su WhatApp e poi prosegue con tante telefonate e altrettanti messaggi. «Non amiamo gli stessi programmi tv, quindi quando stiamo lontani ognuno vede quello che vuole. Poi nel week end condividiamo le serie e i film che ci piacciono», dice Elisabetta, «mentre d'inverno viviamo più la casa, pranziamo e ceniamo nella nostra cucina, d'estate stiamo sempre in giro per gli impegni della banda che ci ha sempre tenuti uniti. Inizialmente la distanza non la sentivo, poi però più passa il tempo e più diventa pesante».

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