Elordi e l’esperienza abruzzese di “The Dog Stars”: «Girare tra i piccoli paesi è un sogno»

31 Agosto 2026

Il protagonista del nuovo film di Ridley Scott elogia l’Italia e la nostra regione: «Qui il cibo è straordinario, non c’è caos e si lavora bene con tutti»

PESCARA. «Giravo per cercare ispirazione per un western e avevo scelto l’Italia, perché si mangia molto meglio lì. Poi il western non l’ho più fatto, è arrivato The Dog Stars e ho pensato: “Ehi, l’Italia va bene lo stesso!”». Ridley Scott racconta, nel dietro le quinte della sua ultima avventura per il grande schermo, l’emozione del “location scouting” italiano, tra Veneto, Friuli e Abruzzo, oltre alle riprese avvenute a Cinecittà. The Dog Stars (20th Century) è arrivato quattro giorni fa nelle sale, in tutto il mondo. In America sfida Coyote vs. Acme (Keylight Pictures) che in Italia arriverà fra una settimana e che negli Usa sta dando del filo da torcere alla maggior parte dei film in sala.

Compreso l’ultimo di Scott: The Dog Stars, costato 110 milioni di dollari, non è partito benissimo e si sospetta che l’incasso alla fine del weekend sarà sotto i 10 milioni, scendendo almeno negli Stati Uniti al quarto posto dopo aver incassato appena tre milioni di dollari in 3.330 sale nordamericane. Le stime degli analisti non sono ottime, per l’avventura di fantascienza con protagonista Jacob Elordi, che in The Dog Stars interpreta un uomo solitario che vive in una landa desolata post-apocalittica in compagnia del suo cane; quando intercetta una misteriosa trasmissione, decide di trovarne la fonte, accompagnato da alcuni straordinari comprimari, interpretati da Margaret Qualley, Josh Brolin, Guy Pearce, Allison Janney e Benedict Wong.

Le riprese in Abruzzo hanno coinvolto 600 operatori per ogni set, tra Ovindoli, Preturo e Avezzano. Tre settimane di intenso lavoro che ha conquistato anche le star hollywoodiane: «Le location erano immerse nel verde, in dei posti che non sembravano veri. Amo stare nella natura, nel silenzio. Eravamo circondati dalle montagne, era magnifico, amo l’Italia, gli Italiani, la loro cultura, ho la sensazione che le persone lì ti vengano davvero incontro», ha raccontato Margaret Qualley nel dietro le quinte del film, insieme alla star Elordi che ha ricordato «la bellezza di girare nei paesini con pochissimi abitanti e nel fine settimana c’era un silenzio assoluto, la domenica ognuno stava fuori a curare il suo giardino, è stato magnifico girare in posti così».

Per il regista Ridley Scott si tratta di un matrimonio ritrovato, dopo le riprese italiane per Il Gladiatore e House of Gucci: «Adoro lavorare con le troupe italiane», spiega il regista britannico, «ho girato già lì in passato, è fantastico stare con le troupe in Italia, si lavora benissimo. In realtà», ricorda, «ho girato anche un bellissimo episodio pilota per una serie tv sul Vaticano, avrei voluto che la realizzassero perché Bruno Ganz interpretava il Papa. Era fantastico. Lì è tutto perfetto. Il cibo è fantastico, la città è maestosa. Ma dovete smetterla con i graffiti!».

Sulla scelta dell’Italia e dell’Abruzzo scherza: «La nostra prima scelta era il Canada, eravamo nelle foreste vicino Calgary ed era tutto spettrale, maestoso e anche spaventoso. Bellissimo. I posti lì sono incredibili. Ma il cibo... beh, non dirò com’era il cibo in Canada, però quello che ho detto ai miei ragazzi, a un certo punto, è stato: "A qualcuno va di scegliere l’Italia?”. Ed è stato naturale, conoscevo già un sacco di persone lì e ci siamo fiondati subito», conclude il regista re dei kolossal americani, che con The Dog Stars ora cerca di levarsi di dosso il peso ingombrante dell’ultimo Spiderman per recuperare terreno al box office.

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