“Trump, queer, QAnon e l’apocalisse”: ecco il libro di Silvio Maresca

Maresca, imprenditore e scrittore, dichiara: “Trump è matto? Credo di sì, ma non mi sembra così rilevante. Intanto i matti non sono più quelli di una volta, la normalità non è quella di una volta”
PESCARA. “Trump, queer, QAnon e l'apocalisse” è il libro scritto da Silvio Maresca e pubblicato da Armando Editore.
Il testo analizza la profonda crisi culturale dell'Occidente.
La fine dei vecchi valori: Ragione, uguaglianza e democrazia perdono valore. Al loro posto crescono il pensiero magico e la divisione tra gruppi sociali.
Il ruolo dei social media: gli algoritmi delle piattaforme online spingono al conflitto e alla rabbia.
I nuovi populismi: nascono leader e movimenti digitali che promettono ordine ma creano caos, sfruttando paure e identità forti.
Silvio Maresca è un imprenditore e scrittore, fino al 2021 è stato ceo di Bluserena S.p.A. e amministratore delegato della Carlo Maresca S.p.A., ora amministratore di società operanti nel settore turistico e termale. Fondatore di Etipublica.
Con Armando editore, Maresca ha pubblicato: Socialtotalitarismo (2021), Doppiezze dell’Occidente (2022), La tragedia dei beni privati (2023), Essere, Coscienza, Vertigine (2024), La civiltà delle cattive maniere (2024).
L’INTERVISTA
Silvio Maresca, cosa l’ha spinta a affrontare questi temi, che peraltro appaiono così distanti?
I fenomeni che osserviamo stanno scardinando ogni idea di mondo che ci è stata familiare fino a ieri, e ogni valore che finora ci ha fatto sentire parte di una comunità: -l’ascesa negli USA di potentissime élite economiche, tecnocratiche, politiche, di aperta fede antidemocratica, antiegualitaria, antisolidaristica, antieuropea, deliberatamente votate al dominio del mondo e visionariamente ispirate dai nuovi traguardi tecnologici del postumano e del superamento dei limiti materiali -il fallimento politico della radicalizzazione identitaria della sinistra. Ha minato le basi dell’universalismo liberaldemocratico in nome delle sue rivendicazioni di libera espressione delle identità, ha spento le sue aspirazioni di equità sociale, ha suscitato una reazione contraria enormemente più potente che ora domina la politica mondiale -la caduta di ogni filtro di “verità” e oggettività e la diffusione incontrollata di pensiero magico e complottista L’ascesa di Trump, il complottismo e irrazionalismo magico di QAnon, la cultura queer (e in generale la cultura woke) sono profondamente fusi in un processo di autodistruzione della civiltà occidentale.
Le sembra negativo il fenomeno queer?
No! Il mondo queer è una coerente e legittima espressione del libertarismo occidentale. Ed è una fucina di nuovo pensiero, nuove emotività, nuova bellezza e arte. Ma ci sono anche aspetti estremi, e c’è una trappola dell’identità, nel libro ce n’è uno spaccato, con gli oltre 100 generi sessuali, o le correnti otherkin che aspirano ad abbattere le barriere fra umano e animale con modalità francamente difficili da accettare. Il punto che più mi interessava è però è la sostenibilità sociale e politica del fenomeno woke, che ha scatenato una ben più potente reazione dell’Alt-Right, che è uno dei fondamenti del nuovo dispotismo USA.
Cos’è esattamente QAnon?
QAnon è una subcultura complottista, apocalittica e identitaria che interpreta la politica mondiale come una grande guerra cosmica tra Bene e Male, una guerra segreta tra un’élite criminale globale, per lo più democratica e progressista — il “Deep State” — e un fronte di “Patriots” guidati da Trump. Il “Male” nella visione di QAnon non è una deviazione da correggere, è escatologico e assoluto: élite progressiste globali dedite a satanismo, pedofilia, cannibalismo, media corrotti, vaccini, 5G, immigrazione e ideologia LGBT vengono ricondotti a un’unica grande macchinazione. Questi gruppi non sono solo folklore, cito un solo indicatore della diffusione di QAnon: tra 2021 e 2022 gli americani che credevano alle tesi QAnon hanno superato il 15%.
E che relazione c’è fra la sinistra identitaria e fenomeni come QAnon e le nuove destre, la cosiddetta Alt-Right?
Decenni di elaborazioni “di sinistra” volte alla decostruzione del potere, del Soggetto, delle gerarchie, del conformismo hanno spianato la strada alle nuove destre e al populismo antipotere. Il “pensiero debole” ha abbattuto le barriere che arginavano i poteri forti. La reazione di destra alla cultura woke è stato l’innesco di un esplosivo ed epocale scontro fra due anime dell’Occidente: quella del dominio e del controllo, e quella dell’universalismo, dei diritti, delle libertà. L’Occidente è nato sotto il segno di questa doppiezza. Contenerne le tensioni è stata la chiave del suo successo. L’insostenibilità e deflagrazione della sua doppiezza ne decreta invece la dissoluzione.
Ma secondo lei Trump ha problemi psichiatrici?
Credo di sì, ma non mi sembra così rilevante. Intanto i matti non sono più quelli di una volta, la normalità non è quella di una volta. Fino a ieri le credenze professate in QAnon avrebbero avuto senso solo in un manuale di psichiatria. È consolante liquidare l’anomalia Trump come follia e alterazione mentale. Ma se Trump è folle, allora ha intercettato la follia di una civiltà. Trump ha cambiato il mondo, ha una grande base di consenso (avrà pure alti e bassi, ma è comunque una base enorme), ha raccolto intorno a sé le più potenti élite mondiali, ha smantellato ogni regola e prassi internazionale.
Che tipo di élite si sono raccolte intorno a Trump?
Intorno a Trump si sono raccolti i padroni degli asset che saranno le leve del futuro dominio globale: digitale, AI, tecnologia, energia, armi. Sono élite unite non solo da volontà di potenza ma da un epos millenaristico di superamento dell’umano, della malattia, della morte, dei limiti materiali ed energetici. Sono pervase dall’attesa dell’AGI e della Singolarità, dalla ricerca sull’immortalità e sul postumano, dalla conquista di spazi vitali non terrestri, e allo stesso tempo dall’acuta percezione che la densità di opportunità corrisponda ad una concentrazione di rischi (ambientali, geopolitici, tecnologici) senza precedenti. E alla febbre messianica affiancano spesso l’attesa della catastrofe e strategie di disaster recovery. E c’è anche un altro aspetto inedito e drammatico del quadro élite/base popolare che si è formato intorno a Trump: la concentrazione di potere, di ricchezza, di leve di condizionamento psicologico, sociale e politico è arrivata a un tale livello che lo stesso consenso democratico, la stessa possibilità di protesta civile hanno un peso inesorabilmente decrescente. La disuguaglianza è cresciuta con rapidità vertiginosa, e il processo sembra sempre meno reversibile.
Dietro Trump è nata una macchina del consenso con caratteristiche del tutto inedite…
Al centro di questa nuova macchina ci sono le piattaforme digitali, con le loro echo chambers, che operano un’ossessiva e onirica amplificazione del desiderio e delle pulsioni soggettive. La radicalizzazione e polarizzazione che ne derivano sono antisistema per definizione, in qualsiasi ideologia si inquadrino. E corrodono fatalmente il razionalismo e tutti i tradizionali filtri culturali istituzionali (compreso l’accademia, la scienza, gli esperti, i media). La mobilitazione antisistema è la condizione per l’affermazione di élite populiste liberate da 2 ogni tradizionale vincolo liberaldemocratico di governance e di “verità”. QAnon e la base MAGA nascono in questo contesto. Così la narrazione antisistema diventa premessa per l’affermazione del più dispotico dei sistemi.
Lei parla di ritorno del pensiero magico…
La caduta del razionalismo riporta in superficie il pensiero magico e il pensiero mitico, i modi più arcaici di attribuzione di senso all’esistenza: gli stati soggettivi (pensieri, parole, rituali) possono produrre eventi oggettivi nel mondo esterno; i fenomeni accadono secondo principi di “simpatia” e “partecipazione”, dove il simile agisce sul simile e le parti influenzano il Tutto anche a distanza; nulla avviene per caso, il mondo è un campo di battaglia fra un Bene assoluto e un Male diabolico. E poi c’è l’idea dell’iperstizione. Per Nick Land, un filosofo guru della nuova destra, l’iperstizione è una finzione che diventa reale perché viene creduta, diffusa e vissuta. Un circuito auto-realizzante in cui idee, narrazioni o credenze producono le condizioni della propria verità. Chiaro che con idee come questa le distanze con la magia si accorciano…

