ERBARIO n.2

6 Luglio 2022

“Col nostro sangue e colle nostre lagrime facevamo le rose /Che brillavano un momento al sole del mattino /Le abbiamo sfiorite sotto il sole tra i rovi /Le rose che non erano le nostre rose / Le mie...

“Col nostro sangue e colle nostre lagrime facevamo le rose /Che brillavano un momento al sole del mattino /Le abbiamo sfiorite sotto il sole tra i rovi /Le rose che non erano le nostre rose / Le mie rose le sue rose P. S. E così dimenticammo le rose”.
Il poeta Dino Campana compose questa poesia per la scrittrice e poetessa Sibilla Aleramo, con cui ebbe una tormentata storia d’amore. Il testo ne riassume tutte le fasi: lo sbocciare, il crescere e lo sfiorire di un sentimento così universale che, da millenni, la letteratura e la poesia del mondo continuano a raccontare. È stato detto troppo dell’amore, sulle costellazioni di gioia, tristezza, dolore e dolcezza che porta con sé; è stato circondato di aggettivi, puntellato da participi, sorretto da silenzi. Amore e disamore. Come è infinita la varietà delle rose, è infinita quella delle spine. Rosa regina, candida e conclusiva nella gioia del Paradiso dantesco. Metafora di un sentimento rosso fuoco, bianco di purezza, giallo di gelosia; suggestiva nelle nuove varietà blu e nero. Sentimento stropicciato, tagliato, sfiorito e distrutto nella sua parabola discendente. Proprio “questo viaggio chiamavamo amore”: conclude e sintetizza nei versi, Dino a Sibilla. Amo le rose dei nostri giardini cittadini, protese oltre le inferriate con fare civettuolo. Le nuvole di rosa canina, quasi bianche, che in questo periodo costeggiano per la felicita delle api i sentieri di montagna. I mazzi rosso velluto affidati ai ragazzi provenienti da paesi lontani che sciamano nei nostri ristoranti o bar cittadini, confidando in uno sprazzo di romanticheria raro nei commensali, a ben altre faccende affaccendati. Eppure, ditelo con parole e gesti ma anche con un fiore, il sentimento che provate: con un elegante bouquet, con una spartana piantina fiorita, una metaforica pianta grassa piena di spine e un solo fiore, un vasetto di basilico o di menta profumata, persino un alberello di peperoncino. Però ditelo.