Eremi celestiniani per l’Unesco Vertice da domani all’Aurum

PESCARA. Il Parco della Majella rafforza l’iniziativa per richiedere all’Unesco il riconoscimento degli “Eremi celestini e rupestri della Majella e del Morrone” quale Patrimonio dell’umanità. Da...
PESCARA. Il Parco della Majella rafforza l’iniziativa per richiedere all’Unesco il riconoscimento degli “Eremi celestini e rupestri della Majella e del Morrone” quale Patrimonio dell’umanità. Da domani fino al 6 maggio 2016, si discuterà di questo tema all’Aurum di Pescara. Oggi all’iniziativa di richiedere all’Unesco il riconoscimento degli Eremi celestini precedentemente individuati quale Patrimonio dell’umanità, e cioè quelli di S. Spirito a Maiella, S. Bartolomeo in Legio, S. Giovanni all’Orfento, S. Onofrio al Morrone e S. Pietro al Morrone si aggiunge la richiesta che riguarda altri eremi appartenuti all’Ordine dei celestiniani e molti altri rupestri come, ad esempio, gli eremi di S. Maria a Morrone, Santa Maria de Cripris, S. Onofrio di Serramonacesca, S. Liberatore a Majella, Madonna dell’Altare, S. Michele di Pescocostanzo, S. Michele di Pescocostanzo, S. Martino in Valle di Fara S.Martino, S. Angelo di Lama dei Peligni ed altri. Centrale resta in questo percorso La Badia Morronese a Sulmona.
Edoardo Micati nel 1990 nel suo libro “Eremi e luoghi rupestri della Majella e del Morrone” ha scritto che «fin dai tempi antichissimi culti e rituali di religiosità popolare, santuari rupestri, pievi, grotte animate da monaci itineranti, eremiti e fedeli hanno espresso ed esprimono il sacro legame dell’uomo con la natura ed hanno documentato e documentano che l’Abruzzo è terra di monachesimo, di eremi e di abbazie montane».
Inoltre, va sottolineato che per questo progetto il consiglio direttivo del Parco della Majella ha ampliato il Comitato per la richiesta all’Unesco del riconoscimento degli eremi celestini e rupestri della Majella e del Morrone quale Patrimonio dell’umanità, abbreviato in “Eremi per l’Unesco”, che risulta così articolato. Ne fanno parte, fra gli altri: Franco Iezzi, presidente del Parco nazionale della Majella; Licio Di Biase, coordinatore del Comitato; Bruno Forte, Arcivescovo dell’Arcidiocesi di Chieti- Vasto; Angelo Spina, vescovo della diocesi di Sulmona-Valva; Luciano D’Alfonso, presidente della Regione Abruzzo; Maria Giulia Picchione, soprintendente di Belle arti e paesaggio dell’Abruzzo; e i presidenti delle Province di Pescara, Chieti e L’Aquila.
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