Erranti e comparse con Edoardo Oliva al Museo delle Genti

4 Febbraio 2017

PESCARA. Parte domenica 12 febbraio, la terza stagione del festival "La cultura dei legami", ideato e diretto da Edoardo Oliva, del Teatro Immediato, in collaborazione con il Museo delle genti d’Abruz...

PESCARA. Parte domenica 12 febbraio, la terza stagione del festival "La cultura dei legami", ideato e diretto da Edoardo Oliva, del Teatro Immediato, in collaborazione con il Museo delle genti d’Abruzzo. Sono quattro gli spettacoli in cartellone, tutti ospitati dall’Auditorium Petruzzi in via delle Caserme a Pescara. Il titolo di questa terza edizione de "La cultura dei legami" è “L’Erranza: le comparse”.

«L’attenzione», spiega Edoardo Oliva, «sarà rivolta alle “comparse”, ovvero a quelle vite anonime, piccole ma dense di pulsioni che nel quotidiano, senza gesti eroici attraversano la complessità dell’esistenza “a lato”, non guadagnando mai la ribalta ma vivendo dietro le quinte, fuori dal cono di luce, la fatica e spesso la tragedia della vita ordinaria . Per “Cultura dei legami”(citando il grande regista inglese Peter Brook) intendiamo invece, e senza alcuna retorica, l’attitudine umana, come la forza che può compensare le frammentazioni del nostro vivere comune e che consiste nel riscoprire quelle relazioni ormai sommerse e perdute».

Questo è il cartellone completo del festival.

Domenica 12 febbraio, alle ore 18, lo spettacolo teatrale “Masculu e fiammina” di e con Saverio La Ruina (premio Ubu). L’idea di base è che un uomo semplice parli con la madre. Una madre che non c’è più. Lui la va a trovare al cimitero. Si racconta a lei, le confida con pacatezza di essere omosessuale, “o masculu e fìammina cum’i chiamàvisi tu”, l’esistenza intima che viveva e che vive.

Domenica 26 febbraio, alle ore 18, andrà in scena “Milite ignoto-quindicidiciotto” di e con Mario Perrotta (tratto da “Avanti sempre” di Nicola Maranesi e da “La Grande Guerra, i diari raccontano”,un progetto a cura di Pier Vittorio Buffa e Nicola Maranesi). “Milite Ignoto” racconta il primo, vero momento di unità nazionale. È, infatti, nelle trincee di sangue e fango che gli “italiani” si sono conosciuti e ritrovati vicini per la prima volta: veneti e sardi, piemontesi e siciliani, pugliesi e lombardi accomunati dalla paura e dallo spaesamento per quell’evento più grande di loro. Sia questo spettacolo che quello di La Ruina sono stati presentati al Piccolo Teatro di Milano.

Sabato 11 marzo (ore 21) e domenica 12 marzo (ore 18), “Gyneceo”, di Vincenzo Mambella, per la regia di Edoardo Oliva, con Maria Pia Di Domenico, Tiziana Di Tonno e Valeria Ferri. In anteprima nazionale, la nuova produzione del Teatro Immediato. Tre donne si rincontrano per tenere fede a una promessa fatta in passato: preparare insieme il sugo per il giorno di festa seguendo i dettami della tradizione. Ma pian piano, tra le mura di una cucina, un “gineceo” appunto, quella ritualità diventa lo sfondo di facezie, ricordi, litigi e confessioni, ma soprattutto il pretesto per riannodare i fili delle loro esistenze.

Domenica 19 marzo, alle ore 18, sarà proiettato il capolavoro del regista giapponese Yasujiro Ozu, “Viaggio a Tokyo”, del 1953, considerato dalla critica tra i quattro o cinque film più importanti e influenti della storia.

Domenica 26 marzo, alle ore 18, andrà in scena “Caprò”, di Vincenzo Mambella con Edoardo Oliva. Nuova replica della rappresentazione “long seller” del Teatro Immediato, che ha tenuto banco per ben tre mesi, da ottobre a Natale, al Museo delle genti d’Abruzzo, con un grande successo di critica e pubblico.

Infine, domenica 2 aprile, alle ore 18,la proiezione del film “Una vita difficile” di Dino Risi, del 1961, con Alberto Sordi, Lea Massari, Franco Fabrizi e Claudio Gora. Uno dei pilastri della commedia all’italiana, che ripercorre la storia d’Italia dal dopoguerra al boom economico degli anni Sessanta.

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