Fabrizio Biggio e la sua bimba incredibile

L’attore spalla di Fiorello arriva in libreria con una favola da lui scritta e illustrata
BOLOGNA. Una bambina con i capelli piantati nel terreno come solide radici. È Fiorella, la protagonista del primo libro di Fabrizio Biggio, attore e partner di Fiorello a Viva Rai2, che ne ha scritto e illustrato la storia.
Nata dopo molte preghiere e lacrime della signora Titti, che dopo sette maschi desiderava tanto una femmina, Fiorella è la protagonista di L'incredibile storia della bambina nata come un fiore, edito da Giunti. «Il mio sogno era fare il fumettista, mi piaceva disegnare. Non ho affinato la tecnica, sono un disegnatore della domenica, ma ho una buona mano. Ho due figli, una 14enne e un 13enne che mi chiedono sempre di inventare storie. Ho avuto questa immagine di una bimba con i capelli piantati nel terreno e ho provato a buttarla giù durante la pandemia», racconta Biggio. I primi lettori sono stati i figli. «L’ho scritto per loro, non pensavo di pubblicarlo. Ci tenevo a fare i disegni, volevo mostrare le cose come le vedevo io». Nel libro i temi a lui cari: «il viaggio, il conoscere gli altri. Per me essere felici è un po’ questo. Essere curiosi. C'è una scena in cui Fiorella esce nel cortile e trova tanti ad aspettarla che dicono: “Selfie. Beata te, sei famosa”. L’ho messa per far capire che la felicità non sta nella fama, nei soldi, valori che oggi tutti inseguono. Sui social vediamo ricchi che fanno vacanze in posti lussuosi con l'aereo privato. Ma la felicità è viaggiare nel mondo, conoscere altri esseri umani che sono con noi su questo pianetino» sottolinea l'autore. Il senso di questa fiaba moderna è proprio nella preziosità degli affetti, «l'unico senso che può avere la vita. Amare e farsi amare alla fine è quello che rimarrà». L'altro tema è la difficoltà che ti migliora. «Quando tutto va bene sei felice, ma nei momenti di difficoltà ti senti vivo. Il fatto che Fiorella sia legata per i capelli la porta a essere più curiosa. A vivere esperienze che se fosse stata libera non avrebbe mai vissuto», spiega Biggio. I capelli sono archetipo in questa storia. «Il fatto che Fiorella cresce insieme alla lunghezza dei capelli la tiene ancorata alle sue radici, ma la porta a visitare anche posti sempre nuovi», dice Biggio, che si definisce un “divanista”, «starei sempre sul divano», e ha altre storie in testa, sempre con una metafora.
«Di base non faccio progetti, perché può renderti infelice. Ma ho scritto un film, una storia fantastica, un sogno che mi piacerebbe realizzare». E a proposito di tv, rivela che l'esperienza con Fiorello è stata inattesa: «Ci divertiamo insieme, siamo scemi uguale, ma lui ha un mestiere pazzesco».

