«Fantozzi? Voterebbe Renzi Grillo ormai è stanco»

6 Gennaio 2016

ROMA. «Villaggio e Fantozzi si odiano? No, nel modo più assoluto. C’è un rapporto di riconoscenza reciproca. Io devo tutto al personaggio di Fantozzi. Infatti, io ho un vantaggio su molti miei...

ROMA. «Villaggio e Fantozzi si odiano? No, nel modo più assoluto. C’è un rapporto di riconoscenza reciproca. Io devo tutto al personaggio di Fantozzi. Infatti, io ho un vantaggio su molti miei colleghi: io ho già un posticino nei ricordi della gente, anche tra cinquant’anni. Perché Fantozzi è l’emblema dell’italiano medio sfigato e questo modo di essere, nel nostro Paese, non credo scomparirà facilmente. Sicuramente Fantozzi voterebbe per Renzi, perché non lo vedo impegnato né a destra né a sinistra. Lui è assolutamente rassegnato a subire, quindi quando ascolta Renzi e le sue promesse, si sente ingenuamente rassicurato».

Così Paolo Villaggio, in un’intervista al settimanale Oggi. Villaggio parla anche del «collega» Beppe Grillo: «Avrò anche detto, qualche anno fa, che lo voto ma credo di aver barato, perché avevo capito che l’onda di quel momento era quella della protesta a tutti e a tutto. Grillo è stato il comandante di quel tipo di protesta, è stato abile e furbo. Quando faceva il comico non faceva ridere e basta: funzionava nei suoi spettacoli perché parlava male dei politici. Negli anni ha messo a punto con una tecnica, provata per dieci anni nei teatri e nei palasport, le cose che piacevano di più alla gente che lo andava ad ascoltare. Questo repertorio lo ha usato in politica e ha avuto un successo popolare ed inaspettato. Recentemente ho avvertito la sua stanchezza, il suo volersi fare da parte. Comunque, una cosa gli va riconosciuta: lui sarà ricordato come un politico geniale. Il suo aspetto comico, al contrario, sarà ricordato meno: ha preferito diventare un tribuno della plebe e non uno di noi con il dono di far ridere».

Poi confida la sua solitudine: «L’unico amico che ho è Paolo Fresco (ex presidente della Fiat, ndr), che è stato anche il mio compagno di banco. Ho sempre pensato di essere una persona divertente da frequentare per il clima che riuscivo a creare, ma dal giorno in cui mi sono ritirato dalle notti romane, circa due anni fa, non ho trovato più nessuno di quegli amici occasionali che frequentavo. Oggi non esco più, prima uscivo tutte le sere e senza mai annoiarmi. Poi ho capito che Roma è una città che offre molto poco, soprattutto dal punto di vista umano».

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