Favino, cinico innamorato in “Corro da te”

11 Marzo 2022

L’amore e la disabilità nel nuovo film di Riccardo Milani con Miriam Leone

In Corro da te di Riccardo Milani troviamo un Pierfrancesco Favino cinico, furbetto e senza scrupoli come non l'avevamo mai visto. È infatti Gianni, atletico quarantanovenne che ricorda i vigliacchetti della commedia all'italiana di Monicelli, Risi e Scola: ma niente paura, alla fine tutto si ricuce nel segno dell'amore e della redenzione. Proprio come accade in Tout le mond debout di Frank Debosc a cui il film, in sala dal 17 marzo, è ispirato. Centrale, in Corro da te, il delicato tema della disabilità, perché Gianni alla fine si innamorerà della più bella delle paraplegiche: Chiara (Miriam Leone).
Gianni (Favino), proprietario di un azienda di scarpe da corsa, è un uomo in carriera, spietato dongiovanni che cambia nome e donna ogni sera. Quando la madre muore, accidentalmente si siede sulla sua sedia a rotelle proprio nel momento in cui entra Alessia (Pilar Fogliati), la nuova vicina di casa. Conosce così la bellissima sorella Chiara, costretta davvero sulla sedia a rotelle da un incidente. Inevitabile che Gianni e Chiara inizino subito a frequentarsi. Gianni, ormai innamorato, non sa come dire a Chiara che lui in realtà cammina, corre. «Certo fare il cinico, il cattivo, è divertente e non potevano non tornarmi alla memoria i grandi guasconi del nostro cinema come Sordi e Gassman», dice Favino. «Ma l'argomento è delicato ed è stato liberatorio poterne parlare con leggerezza come fa il mio personaggio. È vero il mio personaggio dice cazzate, bugie, ma chi non le ha mai dette per conquistare una donna? In fondo tutti dei Gianni». «In questo personaggio», dice ancora Favino, «c'è estremo cinismo verso la disabilità, ma è anche vero che a volte c'è un pietismo mascherato da ipercorrettismo. La disabilità è lo specchio in cui guardiamo le nostre paure».
«Cerco sempre di raccontare nei miei film i lati peggiori del nostro Paese», dice il regista Riccardo Milani, «mettendo in scena personaggi pessimi con la speranza che da qualche parte trovino un po’ di positività. Miriam, ad esempio, fa fare un bel giro a Favino, rendendolo una persona migliore».
«Questo film», spiega Miriam Leone, «mostra come ci sia un grande equivoco: che conti la forza, la prepotenza, la prestanza fisica. Bisogna giudicare invece le cose con l'amore e tenendo conto di chi è diverso da te. Tanto più oggi che viviamo giorni molto emozionanti e tristi», conclude commossa l'attrice catanese facendo riferimento alla guerra in Ucraina. Tra le cose belle di questo film, aggiunge, «il fatto di aver incontrato molte persone con handicap, tutte persone piene di autoironia e dalle quali c'è solo da imparare. Ragazzi che mi hanno insegnato che ci sono ancora troppe barriere architettoniche che rendono tutto difficile».
Nel cast del film anche Pietro Sermonti, Vanessa Scalera, Pilar Fogliati, Andrea Pennacchi, Carlo De Ruggieri, Giulio Base, Michele Placido e anche un bel cameo di Piera Degli Esposti, in una delle sue ultime interpretazioni e con tanto di cannule per la respirazione. È infatti lei a vestire i panni della tonica nonna di Miriam Leone.