Fernandez: quei due abruzzesi nella storia della Crocifissione

15 Gennaio 2019

Il regista spagnolo racconta il progetto del suo film su Ponzio Pilato e Longino «Leggenda e studi dicono che fossero nati o avessero vissuto in questa regione»

Si intitola “L’ultima vacanza del procuratore”. Il procuratore è Ponzio Pilato e la storia del film che Francisco Fernandez si appresta a girare è quella che segue alla crocifissione di Gesù Cristo ma è ambientata in Abruzzo. I protagonisti sono due personaggi che, la leggenda e, in alcuni casi alcuni studi storici, dicono essere nati o vissuti in Abruzzo: Ponzio Pilato, di Bisenti, e Longino, il soldato romano che trafisse con la propria lancia il costato di Gesù crocifisso, per accertare che fosse morto, come riporta il Vangelo di Giovanni, che sarebbe vissuto a Lanciano e, secondo alcune fonti, sarebbe addirittura il fondatore della città che da lui prenderebbe nome.
Francisco Fernandez, 64 anni, spagnolo di Tarragona in Catalogna, vive a Pescara da più di quarant’anni, ha esordito dietro la macchina da presa con “Gli extra... ”, con cui, nel 1993, ha vinto il Premio Roberto Rossellini al Festival internazionale del cinema di Salerno e ha all’attivo anche un film, “Ti voglio bene Eugenio”, che nel 2002 fruttò a Giancarlo Giannini il Premio Donatelo per la migliore interpretazione maschile. L’estate scorsa, Fernandez ha girato un cortometraggio su un amore di D’Annunzio intitolato “Il mare di Gabriele” che sarà presentato di nuovo nel Vittoriale di Gardone Riviera, in marzo, nell’ambito della annuali manifestazioni in occasione del giorno della nascita dello scrittore pescarese. In questa intervista al Centro Fernandez racconta in anteprima la storia del suo nuovo film.
Che storia sarà “L’ultima vacanza del procuratore”?
E’ una storia di misericordia e di perdono, inventata da me prendendo spunto dal “Credo”: “Patì sotto Ponzio Pilato...”. Un giorno ho scoperto che a Bisenti ci sono degli studiosi che hanno scritto un libro su Pilato, secondo il quale lui e la sua famiglia potrebbero essere stati originari di Bisenti e lui avrebbe fatto carriera sposando Claudia, una figliastra dell’imperatore. La tradizione ci dice che a Bisenti vivevano degli ebrei e, quindi, era possibile che, crescendo lì, Ponzio Pilato potesse aver imparato l’Ebraico ed essere stato spedito in Palestina anche per questa ragione. Tradizioni e studi dicono anche che Longino fosse abruzzese, di Lanciano, e che facesse parte di una brigata italica in Palestina. Da queste due circostanze è scoccata la scintilla del film.
Che ruolo giocano questi due “abruzzesi” nella storia del suo film?
Ho immaginato che dopo la Crocifissione, caduto in disgrazia, Pilato si sia ritirato nel suo Abruzzo nel suo paese sotto il Gran Sasso. E lì, un bel giorno, incontra una donna anziana, la madre di Longino, che gli chiede dove sia finito suo figlio.
E lui?
Lui la tratta in malo modo perché è la madre di Longino. Accade poi che Pilato venga chiamato a Roma per dare delle spiegazioni sulla sua condotta davanti al Senato. Così, sulla strada per Roma, Pilato rivede il viso della madre di Longino, fa fermare i Centurioni che lo scortano e scende dalla carrozza. A quel punto, vedremo la faccia corrucciata di quella anziana donna che si trasforma in quella della Madonna. La storia in estrema sintesi è questa.
Chi ha scritto la sceneggiatura?
Lo sto scrivendo io insieme al mio abituale collaboratore e amico, Stefano Pomilio. Per la realizzazione di questo progetto devo dire grazie a Filippo Lucci, presidente del Corecom, e a Gaetano Quagliariello, il parlamentare e presidente della Fondazione Magna Carta che ha preso molto a cuore questo film e che vorrebbe organizzare un grande convegno su Pilato con esponenti della curia romana e del mondo accademico italiano, aperto a credenti e non credenti. Per il finanziamento c’è una banca teramana che ci darà una mano.
Ha già pensato al cast?
Per pensarci ci ho pensato, ma bisogna naturalmente fare i conti con il budget.
Chi vorrebbe che fosse il suo Pilato abruzzese?
Ho pensato a Murray Abrahams e l’ho anche contattato. A lui piacerebbe molto, ma il problema è sempre quello dei finanziamenti a disposizione.
Per la madre di Longino chi vorrebbe?
Mi piacerebbe Elena Sofia Ricci.
Cosa c’entrano la misericordia e il perdono con questa storia?
La misericordia di cui parlo è quella della madre di Longino e della madre di Cristo.
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