Ferri torna a danzare Giulietta «A 53 anni mi sento pronta»

NEW YORK. Era il 23 giugno 2007 quando Alessandra Ferri ballava la sua ultima Giulietta al Metropolitan Opera di New York, l'ultima danza, prima di dare l'addio alle scene. Nove anni dopo, lo stesso...
NEW YORK. Era il 23 giugno 2007 quando Alessandra Ferri ballava la sua ultima Giulietta al Metropolitan Opera di New York, l'ultima danza, prima di dare l'addio alle scene. Nove anni dopo, lo stesso giorno, l'etoile italiana si riprende la scena per reinterpretare la Giulietta più famosa per uno dei ritorni più attesi dal pubblico. La Ferri sarà la protagonista con Herman Cornejo di Romeo e Giulietta di Sir Kenneth MacMillan. «Questo è il mio ruolo - ha detto all'Ansa - è quello che mi ha lanciata in tutto il mondo e con il quale sono diventata la Giulietta più famosa».
Una Giulietta che ha 53 anni e non li dimostra. In realtà Alessandra sembra non aver mai dato l'addio all'American Ballet Theater. Il palcoscenico del MetOpera è come casa sua. Così quando il direttore artistico dell'Abt, Kevin Mckenzie, le ha chiesto di tornare, dopo lo sconcerto iniziale e mettendo da parte i paragoni con il passato, la Ferri ha pensato che reinterpretare Giulietta ora era anche il modo migliore per onorare i suoi 35 anni anni di carriera. La Ferri ammette che ci sono “debolezze” legate all'età, ma aspetta serenamente l'alzata di sipario il prossimo 23 giugno. «Si cambia fisicamente» ha detto «ora non riesco a provare più per sei ore senza avere dolori il giorno dopo, per questo è importante calibrare il lavoro. Ma si deve anche dire che ho molta più esperienza e quindi massimizzo il lavoro». Riguardo alle difficoltà che incontra ora a livello fisico, Alessandra ha spiegato che è difficile saltare sulle punte soprattutto a causa della fisionomia dei suoi piedi, eccessivamente arcuati. Alessandra non vuol più sentire parlare di addii. Anzi il suo calendario è più fitto che mai e per il futuro non sono escluse altre date al Met. «Sono nata ballerina» conclude «la danza è il mio essere».
