Ferro e travertino È il presepe d’arte di Paolo Spoltore

LANCIANO. Anche gli scarti di ferro e travertino hanno un'anima, un cuore che pulsa, che attende l'epifania riservata agli umani. Che quegli scarti tecnologici hanno prodotto. Nel mondo di Paolo...
LANCIANO. Anche gli scarti di ferro e travertino hanno un'anima, un cuore che pulsa, che attende l'epifania riservata agli umani. Che quegli scarti tecnologici hanno prodotto. Nel mondo di Paolo Spoltore, popolato di presenze immanenti e solo apparentemente inerti, il continuo dialogo con la Storia diventa attesa della rinascita.
L'artista originario di Lanciano porta in dono alla città un presepe molto originale, monumentale. Otto statue in ferro e pietra alte fino a due metri e mezzo. L'installazione, per la prima volta in piazza, è sotto il cielo en plein air nella centralissima piazza Plebiscito, dai prossimi giorni destinata ad affollarsi per il tradizionale mercatino natalizio, il richiamo della 25esima rassegna dei presepi artistici (un centinaio, provenienti da tutta Italia e dal resto del mondo, che hanno risposto all'invito dell'associazione Amici di Lancianovecchia).
Gli otto “totem” post-tecnologici che compongono la Natività sono stati realizzati nell'arco di dieci anni, racconta lo scultore, con l'idea costante di restituire bellezza, «far rinascere un pezzo meccanico a funzione estetica».
«L'esigenza di misurarmi col tema religioso è sorta nei primi anni Duemila in occasione dell'annuale esposizione dei presepi artistici all'Auditorium Diocleziano», racconta Spoltore. Così sono nate le prime figure, l'asino e il bue, poi i Re Magi, il Bambino, infine, quest'anno, Maria e Giuseppe. Questi ultimi si distinguono dalle altre statue per la vestizione particolarmente austera ed elegante di ferro e travertino, la testa scolpita in pietra arenaria. Sono proprio loro, Giuseppe e Maria, i pezzi centrali del presepe, figure ieratiche, essenziali, sobrie. Si stagliano in altezza e più delle altre si impongono nella la sintesi del linguaggio creativo, l'essenzialità del gesto, dell'offerta. Maria ha tra le mani una colomba bianca dall'ala spezzata. Un gesto di pace e insieme di sofferenza, fa notare l'artista.
I Re Magi hanno un ruolo da comprimari nella scena. Ma nell'abbigliamento, nell'estetica, esprimono l'opulenza e la forza del potere. Il bue e l'asino affiancano il Bambino, posto un passo indietro rispetto a Maria e Giuseppe.
Il bambino Gesù è in posizione sospesa, inserito all'interno di una circolarità, come punto centrale della Chiesa. A sua volta, la scena appare sospesa, elevata da bancali di recupero, rudimentale palcoscenico dalla tenuta perfetta. Anche la quinta che fa da sfondo è stata studiata con cura: ai piedi della seicentesca torre civica davanti alla cattedrale di Santa Maria dal Ponte, potere temporale e potere spirituale a distanza ravvicinata.
La rassegna Riscopriamo il Presepe allestita al Diocleziano e il presepe monumentale di Paolo Spoltore sono visitabili fino al 10 gennaio 2016. Un'occasione molto speciale per vivere la suggestione del centro storico dell'antica Anxanum.
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