“Figli di Abramo”, origini di un mistero

Al Florian la prima versione italiana dello spettacolo di Tindberg
PESCARA. La rassegna del Florian di Pescara “Teatro d’Autore ed altri linguaggi” – spettacoli di teatro contemporaneo di rilievo nazionale, compagnie di ricerca che incentrano il loro lavoro sulle possibilità comunicative ed evocative del teatro o presentano in esclusiva testi di nuova drammaturgia – propone venerdì 24 novembre (ore 20.45) la prima versione italiana di “Figli di Abramo. Un patriarca, due figli, tre fedi e un attore”, di Svein Tindberg, con musiche dal vivo di Giuseppe Moffa, proiezioni e immagini Kezia Terracciano, produzione Teatri Molisani.
Il testo dell’attore e drammaturgo norvegese Svein Tindberg in Norvegia è diventato un vero e proprio blockbuster del Teatro di narrazione. Tradotto e diretto da Gianluca Iumiento, adattato e interpretato, in esclusiva per l’Italia, da Stefano Sabelli “Figli di Abramo” è una sorta di “Mistero Buffo” incentrato su vita e dinastia di Abramo, patriarca e profeta comune all’Ebraismo, al Cristianesimo e all’Islam. Indaga l’origine delle tre grandi fedi monoteiste, entrando nel merito della loro comune discendenza abramitica. Racconta però anche la storia di conflitti perenni e incomprensibili fra popoli, perpetrati in nome dello stesso Abramo, dei suoi figli – Ismaele e Isacco – e poi dei figli dei suoi figli. Popoli che, dalla lettura comparata e spesso sorprendente dei testi sacri, Torah, Vangelo, Corano, dovrebbero considerarsi fratelli gemelli. Lo spettacolo è arricchito dalle musiche dal vivo di Giuseppe Moffa e dalle proiezioni video e immagini dell’artista Kezia Terracciano. Come sempre dopo le prime degli spettacoli le compagnie incontrano il pubblico nel consueto postPlay, momento di incontro e approfondimento che conclude le serate del Florian Espace, condotto da Paolo Verlengia.
