Figli di un dio minore a Teramo Una storia d’amore e di diversità

27 Marzo 2017

TERAMO. In scena a Teramo, oggi e domani al Teatro Comunale, "Figli di un dio minore", pièce del 1980 di Mark Medoff resa celebre sei anni dopo dall'omonimo, toccante film di Randa Haines, con l'attr...

TERAMO. In scena a Teramo, oggi e domani al Teatro Comunale, "Figli di un dio minore", pièce del 1980 di Mark Medoff resa celebre sei anni dopo dall'omonimo, toccante film di Randa Haines, con l'attrice sordomuta Marlee Matlin (premiata con l'Oscar) e William Hurt. In questa versione teatrale prodotta da Artisti associati e Oti e diretta da Marco Mattolini (traduzione di Lorenzo Gioielli), ripresa in autunno dopo il grande successo del primo anno di tournée, un cast di attori udenti e sordi racconta l'incontro tra mondi comunicativi separati. Sono Rita Mazza e Giorgio Lupano a interpretare l'orgogliosa Sarah, sorda dalla nascita, e James, logopedista anticonvenzionale. Con loro in scena Cristina Fondi, Francesco Magali, Gianluca Teneggi, Deborah Donadio. Spettacoli stasera alle ore 21 e domani alle ore 17 e alle ore 21.

La storia di Sara e James è quella resa famosa dal film che commosse il mondo. Lei è una giovane bella donna, sorda dalla nascita, che ha preferito continuare a vivere e lavorare come cameriera nell'istituto per sordi che l'ha accolta dall'infanzia. Lì Sara si è diplomata e si sente sicura all'interno di un microcosmo silenzioso che conosce, mentre il mondo esterno le appare ostile e crudele.

Un giorno in istituto arriva il nuovo insegnante di logopedia James Leeds, i cui metodi anticonvenzionali e diretti, basati sul rapporto empatico con gli allievi, sono visti con sospetto dal direttore, che lo esorta a non essere troppo creativo nell'insegnamento. Ma James non gli dà retta e i risultati del suo metodo non tardano ad arrivare.

Tuttavia la vera sfida per Leeds è rappresentata da Sara, arroccata nel suo isolamento. Alle sollecitazioni di James lei risponde: «La sordità non è il contrario dell'udito. È un silenzio pieno di suoni». Sara ha un carattere forte, è burbera e introversa. Fiera della sua diversità si rifiuta di parlare e si esprime solo attraverso la lingua dei segni. Ogni incontro tra i due è una sfida e al contempo un'occasione per tentare di aprirsi. Nonostante l'iniziale ostilità della ragazza, James non si arrende e i due finiscono per innamorarsi.

Tutte le fasi di allestimento di "Figli di un dio minore", dalla prima parte laboratoriale alla messinscena, sono state condivise e realizzate in collaborazione con l'Issr, l'Istituto statale dei sordi di Roma, che ha messo a disposizione mediatori culturali e insegnanti di Lis, la lingua italiana dei segni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA