Filippini e il nuovo disco costruito in tre anni

11 Maggio 2022

Il jazzista lavora di cesello e firma composizione, arrangiamenti e produzione

PESCARA. Tre anni di impegno «come un artigiano» per 28 minuti di musica, dieci tracce (nove originali) in cui il talentuoso pianista Claudio Filippini (Pescara, 1982) lancia il cuore oltre l’ostacolo. Esce – in digitale, cd e vinile - “Filippismo” (Sun Village Records) , suo 17° album e primo in vinile, come annunciato al Centro lo scorso anno in occasione della sua partecipazione a “Lui è peggio di me” (Rai 3). «Un disco sincero in cui mi sono messo in gioco anche come bassista, batterista e in qualità di producer, un atto di coraggio», racconta l'artista abruzzese, tra i più interessanti della scena jazz contemporanea. Filippini ha suonato insieme a nomi leggendari del jazz come Wynton Marsalis, Dee Dee Bridgewater e altri; è docente di pianoforte jazz al conservatorio “Nino Rota” di Monopoli.
Filippini, emozionato?
«È la realizzazione di un sogno, il mio primo disco in qualità di producer. Composizione dei brani, arrangiamenti e produzione portano la mia firma, nella maggior parte dei brani suono tutti gli strumenti, un esperimento assolutamente nuovo».
Un bel concentrato, un disco musicalmente denso. Quale musica troviamo in “Filippismo”?
«Musica nata dal cuore. Sono brani che ho scritto di getto ma per la cui realizzazione ho impiegato molto tempo, quasi tre anni, coinvolgendo artisti ospiti storici : Luca Bulgarelli al basso, Marcello Di Leonardo alla batteria, Filippo Bubbico (batteria) e Carolina Bubbico (voce) per un impatto sonoro oltre le mie possibilità. Mi sono preso tempo per curare ogni dettaglio, ho lasciato maturare ogni brano composto e ogni giorno ho lavorato di cesello quasi come un artigiano, volevo che ogni nota fosse al proprio posto. Il risultato è esattamente quello che volevo».
Temi toccati?
«Ho puntato sull’aspetto melodico, sonorità sinfoniche e cinematografiche, mio padre (Massimiliano Filippini, ndc) è stato esercente del cinema Michetti, sono cresciuto con le musiche da film. Qui ho praticamente o quasi scritto la colonna sonora di un film che non esiste, lo farà chi ascolterà il disco...».
Un lavoro che la rispecchia fedelmente.
«Sì e tira fuori lati di me poco conosciuti. Sono un po’ folle nell’animo e in questo giro mi sono messo un po’ più in mostra del solito. La copertina, di Lucia Olivieri, con la mia mano che come un albero si dirama nell’aurora, rappresenta la mia rinascita spirituale e materiale arrivata dopo un periodo travagliato umanamente e musicalmente».
Prossimi impegni?
«Con una band ex novo faremo una registrazione aperta al pubblico il 5 giugno negli studi Odradeck a Montesilvano. Nella nuova formazione ci sono io al piano, Gianluca Di Ienno tastiere, Filippo Bubbico batteria elettronica e tastiere, Federico Malaman basso elettrico e il batterista finlandese Olavi Louhivuori. Sarà un viaggio nella musica da me composta negli ultimi anni. Questa estate sarò in tour con Simona Molinari e il suo nuovo disco “Petali”. E ho già il mio nuovo disco in cantiere».