Fiorella e Carlo, nozze quasi segrete

Mannoia sposa in Campidoglio il musicista avezzanese e dopo giorni posta la foto
AVEZZANO. Fiorella Mannoia si è sposata con Carlo Di Francesco dopo 15 anni di relazione. La cantante, 66 anni, coerente con la riservatezza che accompagna da sempre la sua vita privata ha condiviso solo ieri su Instagram la foto dell’evento, anche se il fatidico «sì» pronunciato a Roma, al Campidoglio, risalirebbe al 12 febbraio.
Insieme al suo compagno e neo marito – il produttore e da tempo braccio destro musicale della Mannoia (in passato ha lavorato anche con artisti come Ornella Vanoni, Eugenio Finardi, Edoardo Bennato e Alex Britti) nonché musicista avezzanese Carlo Di Francesco, 41 anni –, Fiorella ha dunque pubblicato l’immagine che la ritrae radiosa ed elegantissima in un tailleur pantalone total white e sneakers argento, sottobraccio a Carlo, condividendo sul suo profilo anche la frase: «Dopo 15 anni...ebbene...SÍ». Tantissimi i commenti, le congratulazioni, arrivate anche da personaggi noti, tra i quali la collega Giorgia: «Evviva gli sposiii!!!». L'attrice Ambra Angiolini ha fatto i suoi auguri ai neo sposi scrivendo: «Che bello!!!! Siete meravigliosi». La cantante e il musicista (e professore nel scuola di Amici di Maria De Filippi nella tredicesima edizione) hanno una relazione solida e duratura, lontana dai riflettori. Fiorella aveva ammesso di sentirsi molto amata in una intervista. Ma, fino a qualche anno fa, a chi le chiedeva perché non si fosse mai sposata, rispondeva: «Non l’ho mai ritenuta una priorità. Le coppie devono stare assieme finché c’è amore». Ora però l’idea di andare all’altare ha evidentemente guadagnato una certa precedenza per la cantante. Con grande pazienza, il musicista deve essere riuscito a chiudere quella via di fuga che la cantante, più o meno consciamente, lasciava sempre aperta. Parlando dell’amore eterno, aveva spiegato: «Ci ho creduto. Però ho sempre pensato anche che la porta era aperta, sia per me che per lui. Forse questo non sposarmi era dettato dal desiderio di non vedere quella porta chiusa». Ora però, l’intenzione è diventata quella di sigillarla.
