Fiorello: così parleremo alle sedie

Il co-conduttore a ruota libera: «Se Ama vuole fare il terzo apro la crisi»
ROMA. «Non vedo proprio l’ora di capire cosa succederà quando diremo “Buonasera” e non ci sarà nessuno lì».
Nel Festival di Sanremo del difficile equilibrio tra le 75 pagine del protocollo anti Covid e le esigenze dello show, Fiorello non rinuncia alla cifra dell’ironia e sdrammatizza l’effetto spaesamento della platea vuota dell’Ariston, specie per un formidabile «scaldapubblico» come lui.
«Io l’ho fatto una volta uno spettacolo senza pubblico», racconta il co-conduttore, cappello di lana scura in testa, in collegamento con la conferenza stampa ufficiale. «Ero in teatro a Fiuggi, prima del primo “Stasera pago io”, era la sera della finale del primo Grande Fratello. Non venne nessuno, tranne due persone. Ma lo spettacolo lo feci per loro: parlavo con le sedie, dialogavo con i faretti».
Una sfida in più per lo showman: «Sono felicissimo perché non so cosa succederà, andiamo a sperimentare una cosa nuova: fai una battuta e cade nel vuoto, chi se ne frega. Sarebbe stato molto facile dire: “Non facciamolo, questo Festival”. E invece lo dobbiamo fare». Tra una parodia di Achille Lauro e l’ironia sul linguaggio aulico del direttore Stefano Coletta, Fiore – che nel promo si presenta con la maschera di Matteo Renzi – ha gioco facile nel mettere nel mirino l’amico Amadeus: «Ama sei un grande, sei lo “swiffer” delle polemiche, le raccogli tutte. Sei partito ad agosto con Morgan scartato, poi la nave, poi i 300 spettatori in sala, poi i figuranti, poi niente figuranti e “lascio il festival”, poi Ibrahimovic che litiga con Lukaku, Fedez che fa sentire dieci secondi di canzone. Ama, era meglio quando eri solo sessista. Sessistone: tanti saluti dalla Murgia!».
Amadeus intanto ha già pensato a lui come “piano B” nel caso in cui il direttore artistico e conduttore risultasse positivo al Covid: «Mi auguro di no, sto attentissimo. Poi, se dovesse capitare, non glielo dite, ma Fiorello lo farà da solo. E ai suoi dubbi ho risposto: io sono sostituibile, tu no, quindi devi stare bene». Ma Fiore non ci sente e lancia un appello: «Preparatevi Carli Conti, Alessandro Greco, Fabio Fazio, Marzullo... perché io da solo non ci sto su quel palco». Un numero, comunque, lo ha in mente: «Ho letto che in questi giorni Little Tony avrebbe compiuto 80 anni. Mi piacerebbe rendergli omaggio con i suoi successi, da “Riderà” a “Cuore matto”, magari indossando una bella giacca con le frange. Lo voglio fare, era un grande».
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