Flavia, dall’Aquila a Katmandu con il violoncello

17 Ottobre 2019

Partirà il 20 ottobre alla volta del Nepal, la violoncellista e sound designer aquilana Flavia Massimo. In occasione del festival Seashell on the Mountains, presenterà a Katmandu il suo progetto...

Partirà il 20 ottobre alla volta del Nepal, la violoncellista e sound designer aquilana Flavia Massimo. In occasione del festival Seashell on the Mountains, presenterà a Katmandu il suo progetto CELLooP, intensa performance per violoncello, voce e live electronics. Il festival è in programma il 25 e il 26 ottobre, a conclusione di una residenza artistica a cui la Massimo parteciperà in qualità di giurata. La giovane musicista è direttore artistico del festival Paesaggi Sonori, che fa scoprire le bellezze dell’Abruzzo attraverso eventi proposti in luoghi suggestivi.
«Sono stata invitata in Nepal da “We all should play”, un’organizzazione con sede a Katmandu la cui mission è creare rete tra artisti locali e internazionali. Tramite Marta Del Grandi, artista che stimo molto e loro referente in Italia, hanno avuto modo di conoscere la mia musica e apprezzare l’attività di Paesaggi Sonori», racconta. «Dopo il concerto del cantante irlandese Damien Rice, che ha devoluto i suoi profitti per attività artistiche da sviluppare in Nepal, mi hanno invitata a far parte della giuria per valutare e scegliere cinque artisti tra strumentisti, cantanti, compositori, cantautori, produttori di ogni genere musicale provenienti da tutto il mondo che svilupperanno i loro progetti in questa residenza artistica. Lavoreranno al The Pavilions Himalayas, un resort eco-sensitive immerso in una foresta e sullo sfondo dell’Himalaya. Avere avuto l’opportunità di leggere e ascoltare idee provenienti da tutto il mondo è stata una grande fonte di ispirazione. Un’emozione che continua al pensiero di confrontarmi e comunicare con un pubblico lontano ma vicino, per vicende analoghe scolpite negli animi tra L’Aquila e Katmandu, attraverso la musica, portatrice di senso condiviso».
Il sipario su Seashell on the Mountains si alzerà a conclusione della residenza artistica. «È organizzato con l’obiettivo di riunire artisti e pubblico per condividere un momento unico di musica e bellezza, qualcosa di nuovo e sorprendente, come le conchiglie che si trovano sulle cime dell’Himalaya».
Quella per la musica è una passione che l’ha contagiata in tenera età. «Ho scelto il violoncello in maniera naturale, come se lo strumento fosse il normale prolungamento dei miei arti, tanto da crescere insieme».
Musica che, dopo il sisma che ha devastato L’Aquila nel 2009,«è diventata una necessità. Ho cominciato ad acquisire consapevolezza della musica stessa, studiando ogni caratteristica del suono, prima del violoncello e poi dell’acustica, della psicoacustica, dell’elettronica attraverso sperimentazioni, sintesi sonora, distorsioni del suono, senza mai abbandonare le radici classiche. Desideravo raccogliere tutto ciò in un mio progetto ed è nato CELLooP, dove le diverse voci del violoncello confluiscono in un disegno musicale il cui percorso trae ispirazione della musica classica fino ad arrivare all’elettronica più accesa».
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