“Fortissimi”, eroi muscolosi d’Abruzzo

PESCARA. Quattro uomini e una donna che non sanno cos’è la paura. Partiti dall’Abruzzo nel corso di un secolo per cercare fortuna dall’altra parte del mondo: l’hanno trovata, grazie al loro coraggio...
PESCARA. Quattro uomini e una donna che non sanno cos’è la paura. Partiti dall’Abruzzo nel corso di un secolo per cercare fortuna dall’altra parte del mondo: l’hanno trovata, grazie al loro coraggio e alla capacità di dare e prendere colpi senza mai indietreggiare. Possenti nei muscoli e nell’anima. Di loro parla “Fortissimi” (Ianieri Editore), libro scritto dal giornalista pescarese Massimo Cutò che verrà presentato oggi a Pizzoferrato (sala consiliare, ore 17.30) e domani a Pettorano sul Gizio (in piazza Castello alle 18). I personaggi raccontati sono notissimi o colpevolmente semisconosciuti. Michele Baron Leone e Bruno Sammartino, che hanno fatto la storia della lotta in America, con Sammartino “la roccia”, nato a Pizzoferrato nel 1935 e approdato a Pittsburgh, che è stato il numero uno del wrestling per più di 4mila giorni: un record imbattibile. E Leone, il barone, nato nel 1909 a Pettorano, diventato campione del mondo dei pesi massimi nella lotta a Los Angeles nel 1950. Nessuno dei due ha mai dimenticato la piccola patria in Abruzzo, il luogo delle origini non ha mai dimenticato loro. E ancora Rocky Marciano e Rocco Mattioli, eroi del ring tra Ripa Teatina, Stati Uniti e Australia. E infine Monica Passeri, ragazza di Caprara di Spoltore, unica italiana nel wrestling professionistico a stelle e strisce. Lottatori, una lottatrice, pugili. Inseriti nel contesto di un’Italia che parte dal primo Novecento e arriva ai giorni nostri.
