Fosse Ardeatine, le storie delle 335 vittime

12 Aprile 2024

Nel libro “Le vite spezzate” di Avagliano e Palmieri pagine sugli otto abruzzesi

GIULIANOVA. Pagine per ricostruire vite sepolte dall’oblio, le vite delle vittime della strage delle Fosse Ardeatine. Finora nomi, o poco più, in un lungo e triste elenco. Ora quelle storie individuali sono raccontate una per una, in una sorta di “Spoon River” italiana, nelle oltre 600 pagine del meritorio libro di Mario Avagliano e Marco Palmieri “Le vite spezzate delle Fosse Ardeatine. Le storie delle 335 vittime dell’eccidio simbolo della Resistenza”, pubblicato da Einaudi nell’80° dell’eccidio.
Roma, 24 marzo 1944: in una cava di via Ardeatina i tedeschi uccidono a freddo 335 uomini. Sono prigionieri politici e partigiani antifascisti, civili e militari, molti ebrei, alcuni detenuti comuni e ignari cittadini estranei alla Resistenza sacrificati in risposta, crudelmente proporzionale, all’attacco partigiano di via Rasella con 33 militari del Reich uccisi. Il massacro operato dai nazisti segnerà storia e memoria italiane del dopoguerra. Dell’eccidio delle Fosse Ardeatine molto si sa, ma poco si conosce delle vicende individuali delle vittime, alle quali finora, tranne rare eccezioni, in cerimonie e pubblicazioni era dedicato solo un rigo di generalità. Il volume “Le vite spezzate delle Fosse Ardeatine” per la prima volta racconta le loro storie. Attraverso un’accurata ricerca su fonti archivistiche, memorialistica e documentazione del Museo storico della Liberazione, il volume di Avagliano e Palmieri invita a riflettere su un elemento non marginale: le 335 vittime non furono trucidate «solo perché italiani», ma perché antifascisti, ebrei, nemici dei fascisti e dei nazisti. Pertanto, scrivono gli autori, l’eccidio delle Fosse Ardeatine, rimasto nella memoria come strage nazista, fu anche un eccidio italiano e fascista. Nel libro sono citate le vittime abruzzesi: Guido Costanzi, Arturo D’Aspro, Otello Di Peppe D’Alcide (nativi di Chieti), Armando Ottaviano (Fresagrandinaria), Vittorio Marimpietri (Avezzano), Giuseppe Navarra (Pizzoli), Antonio Prosperi (Poggio Cinolfo), Epimenio Liberi (Popoli). La pubblicazione sarà presentata in Abruzzo in tre incontri con Mario Avagliano e relatori e amministratori locali: oggi a Giulianova (Kursaal, ore 18) con intervento del giornalista Walter De Berardinis, autore di diverse ricerche storiche sulle vicende della Seconda Guerra mondiale nel Teramano e in particolare a Giulianova, che nel primo dopoguerra intitolò la piazza principale del lido alle 335 vittime; domani a Pineto, col docente Vincenzo Di Marco e la responsabile Anpi Pineto, Rita Trinchieri, moderatore De Berardinis (villa Filiani, ore 10.30); sempre domani, ore 18, a Pescara nella biblioteca Arcobaleno – sede Anpi, con lo storico e docente Enzo Fimiani e Nicola Palombaro, presidente provinciale Anpi Pescara. Storici e giornalisti, membri dell’Istituto romano per la storia d’Italia dal fascismo alla Resistenza, Avagliano e Palmieri sono autori per Einaudi di saggi sul periodo dal fascismo al dopoguerra e hanno ricevuto premi per la saggistica storica e le biografie. (afu)