Francini: è la verità che arriva al pubblico, quella “Chiara e forte”

L’attrice in palcoscenico a Pescara con il suo monologo «Io e il mio fidanzato amiamo l’Abruzzo, si mangia bene»
PESCARA. Un one woman show per ripercorrere la sua vita con l’ironia tagliente e il talento che la contraddistinguono. È “Chiara e forte”, lo spettacolo di Chiara Francini che domenica alle 21 arriverà al teatro Massimo di Pescara. L’attrice, conduttrice e scrittrice toscana sarà protagonista di un memoir, per la regia di Alessandro Federico, accompagnata dalle musiche originali eseguite dal vivo da Francesco Leineri. Un’infanzia e un’adolescenza da ragazza di provincia, una laurea in Lettere, negli ultimi vent’anni Francini si è divisa tra il ruolo di attrice, sia al cinema che in tv, quello di conduttrice per numerosi programmi televisivi, affiancando anche Amadeus nel 2023 alla guida di una serata del Festival di Sanremo, senza tralasciare la scrittura, che l’ha vista firmare cinque libri, tra cui l’ultimo, uscito nel 2023, da cui prende le mosse l’omonimo spettacolo in arrivo a Pescara. Così come non sono mancati per lei riconoscimenti, tra cui il Premio Guglielmo Biraghi come attrice rivelazione dell’anno, attribuitole nel 2011 durante la Mostra del Cinema di Venezia, il Premio Akai come migliore attrice protagonista, nel 2014 al Festival di Roma, o il Premio Bacco, ritirato a Berlino nel 2023.
Attrice, scrittrice, conduttrice. Se potesse scegliere solo un ruolo?
Sono una donna. Posso fare tutto.
Prima il libro, ora lo spettacolo, in cui parla di sé. Quanto è difficile mettersi a nudo davanti al pubblico?
Credo che la verità sia sempre l’unico punto di partenza e credo che sia esattamente questo che arriva al pubblico e che fa sì che quello che dico, che porto in scena e che scrivo, sia così ampiamente condiviso. Non è difficile mettersi a nudo, è l’unico modo di poter essere condivisi.
“Forte e chiara” è uno spettacolo che fa più ridere, commuovere o riflettere?
Spero che, esattamente come la vita, faccia ridere, commuovere e riflettere.
Ha dichiarato di essere da sempre “fuori luogo, fuori dai denti e fuori misura”. Qual è stata la cosa più fuori luogo che ha fatto nella sua vita?
Essere fuori luogo non significa compiere qualcosa che è fuori luogo. È proprio un modus vivendi. È un approcciarsi alla vita in maniera autentica, in una maniera che mi fa stare bene.
Dal monologo di Sanremo, il tema della maternità è ricorrente per lei che ha rivelato di essere in cerca di una gravidanza. Qual è, in merito, il commento che l’ha colpita di più?
Il monologo di Sanremo non era affatto sulla maternità. Era un monologo sull’essere donna, sul senso di inadeguatezza, sul senso di colpa che mi sono trovata a vivere essendo donna. Il fatto che si continui a ripetere fosse un monologo sulla maternità, sottolinea come quando si parli di donna la maternità venga vista come il momento che investe in toto la vita di una donna. Che la deve definire sopra ogni cosa. E non è così.
C’è qualche sogno che quella ragazza di provincia non è ancora riuscita a realizzare?
Tanti. Quando si smette di sognare si smette di desiderare. E il sole è nuovo ogni giorno.
Ha parlato del valore dell’odio, rivalutando questo sentimento. Cosa odia Chiara Francini?
La stupidità, la cialtroneria e l’ingratitudine.
Il sarcasmo è uno dei suoi tratti distintivi. C’è un tema su cui non farebbe mai ironia?
L’ironia è l’unica salvezza che abbiamo.
Che rapporto ha con l’Abruzzo?
Mi piace molto e piace moltissimo anche al mio fidanzato. Sono venuta a Villa Santa Maria perché spesso sono stata la madrina per la scuola di cuochi intitolata a Peppino Falconio. E poi perché in Abruzzo si mangia davvero bene.
