Fresu, l’uomo con la tromba «Il jazz è creatività e libertà»

Il musicista in concerto stasera a Lanciano con il bandoneonista Di Bonaventura «Dopo la maratona per L’Aquila e Amatrice in dicembre un altro evento a Parigi»
di Rosa Anna Buonomo
«II jazz è libertà». Una vita vissuta di musica e per la musica, quella di Paolo Fresu. Il trombettista jazz è la scintillante punta di diamante della diciannovesima edizione di "Sintonie Hi-Fi Show". Fresu, 55 anni, sardo di Berchidda, si esibirà oggi, dalle 19,30, all'Hotel Villa Medici di Lanciano con il pianista-bandoneonista Daniele Di Bonaventura. Il concerto è proposto nell'ambito della rassegna nazionale di alta fedeltà e musica live, organizzata dall'associazione Aspam con il patrocinio della Regione Abruzzo e la partnership di Angelucci HiFi. La rassegna si chiuderà domani. Sono oltre 40 gli espositori nazionali e internazionali presenti a Lanciano per presentare ai visitatori le più ricercate anteprime dei prodotti Hi-Fi. Tra i musicisti italiani più conosciuti e apprezzati nel mondo, il trombettista è impegnato con oltre 200 concerti ogni anno e ha registrato più di 350 dischi. Alla vigilia del concerto di questa sera, Fresu ha parlato al Centro del suo amore per il jazz, ma anche dei suoi progetti artistici e solidali.
A Lanciano si esibirà con Daniele Di Bonaventura. Un sodalizio artistico ormai consolidato. Com'è nato e quali sono i suoi punti di forza?
Abbiamo iniziato a suonare insieme molti anni fa, in seno al progetto Mistico Mediterraneo, con un coro corso. Con l'andare del tempo, abbiamo deciso di iniziare qualcosa in duo. Proponiamo un repertorio molto vasto, fatto di cose che ci piacciono, che mette insieme le ambizioni di questi due strumenti: la tromba e il bandoneon. Suoniamo da Bach, passando per Victor Jara, Puccini e il repertorio sudamericano, scherziamo sul tango. Un repertorio che spazia in continenti e musiche diverse. Sintonie mi sembra una manifestazione giusta, dinamica e curiosa. E il fatto che ci siamo anche noi con questo progetto particolare, dimostra anche coraggio.
E' reduce dal successo della maratona in favore dei terremotati di Amatrice. Ma la macchina della solidarietà a ritmo di jazz si era messa in moto già lo scorso anno, coinvolgendo attivamente L'Aquila. In che modo?
“Il jazz italiano per L'Aquila” portò in città, in una sola giornata, oltre 600 musicisti. La organizzammo non solo per raccogliere soldi per la città, ma anche per rinfondere fiducia. Ebbe un grandissimo successo e avevamo deciso di ripetere l'iniziativa a settembre. All'Aquila avrebbero suonato 750 musicisti in un solo giorno e si attendevano circa 100mila persone. Poi, il 24 agosto, c'è stato il terremoto ad Amatrice e abbiamo deciso, per motivi di sicurezza, di reimpostare la maratona. Abbiamo ottenuto un bellissimo risultato. “Il jazz italiano per Amatrice e per gli altri territori colpiti dal sisma” ha coinvolto circa 25 città italiane e si è conclusa a L'Aquila, con un concerto nel piazzale adiacente la Basilica di Santa Maria di Collemaggio. Abbiamo raccolto più di 100mila euro e stiamo proseguendo. A dicembre ci sarà un altro grande concerto a Parigi. Ci siamo consorziati con il mondo del cinema e del teatro. Tutto confluirà in un unico borsellino; vogliamo ricostruire un teatro per Amatrice. Siamo orgogliosi di questa maratona: vedere il jazz italiano riunito per una causa così importante è bellissimo.
Cos'è per lei il jazz? E cosa la creatività?
Il jazz è la musica della libertà. La possibilità di prendere una canzone qualsiasi e farla diventare dell'altro. La creatività è la naturale conseguenza di questo. Non ci può essere creatività senza libertà, se dietro non c'è un'idea creativa. Credo di aver scelto questa musica proprio perché mi offriva la possibilità di mettere insieme questi due sogni. Creatività e libertà sono due parole sacre che dovrebbero circolare di più nel mondo, soprattutto in questo momento storico.
Nella sua Berchidda organizza il celebre Time in Jazz, che si sta avviando a un compleanno importante...
Il tema della prossima edizione sarà proprio quello dei 30 anni, in occasione dell'anniversario. Il festival è nato da una mia esigenza: portare la musica nel luogo in cui sono nato, ma anche proporre cose particolari. E' diventato anche un festival green ed è seguito da un pubblico molto numeroso e attento.
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