Fughe spericolate amori eccentrici e farse scorrette

21 Giugno 2018

Arriva il nuovo film di Ponti tra fumetto e western e il campione d’incassi francese Sposami, stupido!

Mentre nelle sale spadroneggiano i dinosauri di Jurassic World – Il regno distrutto, proverranno a ritagliarsi uno spazio le novità in arrivo oggi, tra cui due titoli italiani benedetti dall’attivissima Apulia Film Commission, Una vita spericolata di Marco Ponti e Dei di Cosimo Terlizzi.
Terzo film pugliese di Ponti dopo La cena di Natale e Io che amo solo te, fotografia dai colori saturi, Una vita spericolata è una commedia on the road, un po’ western un po’ fumetto, che vede protagonista un improbabile trio di compagni di viaggio. Il trentenne meccanico indebitato Roberto (Lorenzo Richelmy) per salvare l'officina va in banca a implorare un prestito, ma si ritrova suo malgrado a fare una rapina. Da qui inizia la fuga rocambolesca, da nord a sud, insieme all’amico BB (Eugenio Franceschini), ex pilota di rally, e l’ostaggio per caso Soledad (Matilda De Angelis), famosa a 17 anni con una soap opera ma già immergente, ora corriere per una boss (Michela Cescon). Nel cast Massimiliano Gallo e Gigio Alberti.
Set pugliese anche per il racconto di formazione Dei, opera prima dell’artista e fotografo Cosimo Terlizzi prodotta dalla Buena Onda di Valeria Golino, Riccardo Scamarcio e Viola Prestieri, protagonisti giovani attori esordienti. Il 17enne Martino (Luigi Catani), bello e introverso, desidera sottrarsi alla povera e dura vita in campagna e a Bari si intrufola all’università, senza essere iscritto, per seguire storia dell’arte. E mentre assiste a una lezione sulle divinità greche con l’amica Valentina s’imbatte in Laura, studentessa della Bari bene che li introduce in un ambiente di giovani musicisti, artisti, canne, sesso, terrazzi sul mare.
Giovane anche la protagonista del perturbante Thelma, storia d’amore queer con venature thriller e horror diretta dal norvegese Joachim Trier. Thelma (Eili Harboe) è una timida ragazza di provincia educata rigidamente da genitori molto religiosi. Appena arrivata a Oslo per frequentare l’università conosce Anja (Kaya Wilkins) e se ne innamora. Questo sentimento sconosciuto e insostenibile mette in discussione i principi morali di Thelma, che dopo alcuni anomali attacchi epilettici scopre lentamente di avere poteri oscuri e incontrollabili, legati a un terribile segreto del passato.
Attraverso i flashback il film conduce in un mistero familiare in cui si confondono religione, demoniaco, senso di colpa, forza del desiderio.
Una famiglia divisa, un cattivo padre e un minore conteso sono al centro di L’affido - Una storia di violenza di Xavier Legrand, presentato in concorso all’ultima Mostra di Venezia, dove ha vinto il Leone d’argento per la migliore regia e il Leone del futuro per la migliore opera prima. Il dramma tristemente attuale della violenza familiare risuona nella vicenda dell’11enne Julien (Thomas Gioria), figlio di una coppia che si è separata male. La protettiva Myriam (Léa Drucker) vorrebbe l’affido esclusivo di Julien, ma il giudice decide per l’affido congiunto con Antoine (Denis Ménochet). Ostaggio di un padre geloso e irascibile, Julien cerca di proteggere la madre dall'aggressività fisica e psicologica dell’uomo.
Si resta in Francia, ma con una farsa scorretta, con Sposami, stupido!, da ieri in sala. Campione d’incassi in patria, il film è l’opera prima dell’attore Tarek Boudali, che qui interpreta lo studente marocchino Yassine, a Parigi prossimo alla laurea in architettura. Arrivato tardi per una sbronza alla sessione decisiva vede revocato il visto. Passati due anni in clandestinità, di fronte a un’irrinunciabile offerta di lavoro e dopo aver incassato molti rifiuti di possibili mogli, l'unica soluzione che gli rimane è inscenare un finto matrimonio con l'amico Fred (Philippe Lacheau). Ma un ispettore di polizia sospetta la truffa e indaga.
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