Galasso, storico e uomo delle istituzioni

14 Aprile 2021

Convegno dell’Università “d’Annunzio” sui saggi e la figura del grande studioso 

Nel quadro delle attività scientifico-culturali della cattedra di Storia moderna del Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderne nell’Ateneo “d’Annunzio” e con il patrocinio della Società Italiana per la Storia dell’Età Moderna (Sisem), l’Università del Salento e le Società Napoletana e Salernitana di Storia Patria, domani 15 aprile (Microsoft Teams-Università di Chieti-Pescara, ore 15.30-19.30) si terrà il Convegno di Studi “Giuseppe Galasso storico e uomo delle istituzioni”, in occasione della pubblicazione dei volumi: S. Barbagallo-M. Trotta, “Giuseppe Galasso storico e uomo delle istituzioni” (Milano, Biblion, 2021) e R. De Lorenzo-A. Musi, Giuseppe Galasso storico (Società Napoletana di Storia Patria, 2020).
Tra gli esponenti più fecondi e rilevanti della storiografia italiana ed europea fra la seconda metà del Novecento e il primo scorcio del nuovo secolo, Galasso, scomparso il 12 febbraio 2018 a Napoli, all’età di 89 anni, è stato erede significativo della scuola del meridionalismo classico, che ha annoverato personaggi illustri della cultura nazionale, quali Giustino Fortunato, Francesco Saverio Nitti, Guido Dorso, Umberto Zanotti Bianco e il filosofo abruzzese Benedetto Croce, della cui opera letteraria lo storico napoletano è stato interprete acuto ed autentico. L’esemplare e longeva esperienza di studioso prolifico di temi di storia medievale, moderna e contemporanea, in particolare della storia dell’Italia spagnola, del Regno di Napoli e della questione meridionale, nonché di solerte organizzatore culturale (direttore, ad esempio, della monumentale Storia d’Italia per i tipi di Utet), non escluse Galasso dalla vita politica e istituzionale: tra il 1983 e il 1994 fu parlamentare del Partito repubblicano; più volte amministratore e consigliere al Comune di Napoli; sottosegretario al Ministero per i Beni culturali e ambientali nei governi Craxi (1983- 87), autore della famosa legge (8 agosto 1985, n. 431) che porta il suo nome ed è ricordata per aver posto vincoli paesaggistici su larga parte del territorio nazionale; sottosegretario al Ministero per il Mezzogiorno (1988-1991) e presidente della Biennale di Venezia (1978-1983). Mi piace qui ricordare la sua attenta partecipazione al dibattito storico-politico sui destini italiani ed europei, che si sviluppò alla fine del secolo scorso, all’indomani del crollo del comunismo sovietico e della fine della Guerra fredda. Galasso seppe offrire in chiave liberal-democratica un contributo fondamentale al ripensamento della storia plurisecolare del nostro Paese e svolse una riflessione di ampio respiro volta a comprendere i cruciali nodi di fondo della vicenda italiana dal 1861 in poi, tra cui in primo luogo la ricerca del nesso necessario unità dello Stato/identità della nazione. Descrisse l’Italia «come un paese meno anomalo di quanto così spesso si afferma», definendola una nazione difficile, inquadrata nel fronte otto-novecentesco delle democrazie latine, tipiche dell’Europa mediterranea. Di queste Galasso sottolineò in particolare l’arbitrio legislativo, la precarietà del quadro politico, la natura di governi dipendenti da logiche di fazione, la pratica clientelare: fenomeni, questi, collimanti con il particolarismo, marchio genetico della nazione, e il trasformismo, tornante decisivo della storia politica italiana, ed alimentati anche dalla presenza, alla periferia del sistema, dell’uomo forte in grado di condizionare a proprio vantaggio la scambievole relazione con il potere centrale, di consolidare forme di “sottogoverno” e di tenere uniti esecutivo, maggioranze parlamentari e base elettorale, con effetti non sempre positivi sul piano dell’efficacia decisionale dell’azione dello Stato e in termini di instabilità e di dubbia moralità dell’agire amministrativo. Di questo e di molto altro – sono certo – si parlerà nell’incontro di studio per rendere omaggio all’impegno poliedrico e operoso di un intellettuale di rango e di un coerente uomo di pensiero e azione, qual è stato, appunto, Giuseppe Galasso.*Docente di Storia moderna
e contemporanea
Università “d’Annunzio”