Garutti e la voce dei poeti per No Man’s Land

Aperta al pubblico la nuova installazione in pietra bianca dell’artista nel museo all’aperto nel bosco di Rotacesta a Loreto
LORETO APRUTINO. «L'arte può vincere, la visione degli artisti è luce nella tenebra». Mario Pieroni, anima del bosco di Nml, No Man’s Land a Rotacesta e presidente dell’omonima fondazione, sottolinea il senso ultimo dei nuovi interventi d’arte site-specific permanenti che da sabato arricchiscono il museo all’aperto nella campagna di Loreto.
La lastra in pietra bianca della Maiella su cui Alberto Garutti ha inciso la sua frase “Tutti i passi che ho fatto nella mia vita mi hanno portato qui, ora” accoglie il visitatore in perfetto asse con i moduli abitativi “Rifugio di tutti” di Yona Friedman. Entrando a Nml chiunque legga la frase la fa propria, “entra” nell’opera creata insieme con tutti. E volutamente Garutti non ha apposto la propria firma. L’intervento è a cura di Zerynthia Associazione per l’arte contemporanea Odv e in collaborazione con il dipartimento di architettura dell'università “d’Annunzio” di Chieti-Pescara. Scendendo nel bosco si incontrano le nuove installazioni sonore. Il compositore americano Alvin Curran rende omaggio all’amico John Cage appassionato cercatore di funghi nel bosco, la sua risata sdrammatizza e interrompe momentaneamente lo scorrere tumultuoso del tempo che viviamo. “La Voce dei Poeti” di Donatella Spaziani con i versi di Annelisa Alleva, Daniela Attanasio, Daniele Pieroni e Valentino Zeichen, trasforma idealmente gli alberi di noce in una foresta di pensieri, riflessioni, speranze. «Basta appoggiarsi al tronco per ascoltare il messaggio della poesia amplificato dalla natura, un momento per rigenerarsi e trarre nuova forza», dice ancora Pieroni.
Giorno e notte il museo senza pareti Nml accoglie chiunque voglia visitarlo, si entra liberamente. Nml è un laboratorio di creatività dove sperimentare nuove modalità di co-esistenza, nuove architetture della mente e dello spirito secondo la prospettiva indicata dagli artisti. Nomi di profilo internazionale che in questo lembo d’Abruzzo hanno trovato terreno fertile, un bosco vivo che va riassorbendo i segnali qui depositati, il grande arazzo in pietra e il dizionario inciso sugli alberi di noce di Yona Friedman e Jean Bptiste Décavele, la porta di Jimmie Durham, il pianoforte di Alvin Curran, le casette per gli uccelli di Donatella Spaziani portate negli anni in mostra in Europa e ora approdate a Nml, l’adozione della pecora di Gianfranco Baruchello. Al quinto anno di attività di Nml, la visione profetica di Yona Friedman si rispecchia pura e ineluttabile negli interventi sopraggiunti. «Come nel bosco i singoli alberi, attraverso complesse relazioni, creano un equilibrio costante tra loro, così a No Man’s Land, le installazioni artistiche, pur pronunciandosi singolarmente, coesistono le une accanto alle altre» considera Pieroni.
Un luogo di comunione, corrispondenze, creatività. «Aprire in tempi di pandemia», aggiunge, «non è stato un atto di coraggio ma una necessità, nell’urgenza dei tempi non potevamo tirarci indietro. La prospettiva che l’arte può darci è energia per affrontare il presente e guardare al futuro«. «Abbiamo fatto nostro questo progetto culturale che dà lustro internazionale all’intero Abruzzo», aggiunge il sindaco di Loreto Aprutino Gabriele Starinieri, «Nml è la dimostrazione che un cambiamento è possibile e per questo stiamo studiando formule didattiche sicure per portare qui gli studenti. Questo luogo ci indica un modello per il futuro».
