Giornata in scena, da Medea’s room a M²

21 Marzo 2018

Lo spettacolo del Deposito dei Segni domina il programma di domani del Festival del contemporaneo Red a Teramo

TERAMO. La Medea del Deposito dei Segni domina l’intera giornata di domani del festival di teatro contemporaneo Red, organizzato per il secondo anno a Teramo da Acs Abruzzo circuito spettacolo con la direzione artistica di Rolando Macrini. L’articolato progetto “Medea’s room” elaborato dall’associazione di Cam Lecce e Jörg Grünert ha per sottotitolo “La quotidianità della donna e la prossimità della violenza”.
I due artisti riflettono sui contesti in cui nasce la violenza di genere, sulle sue radici storiche, culturali, psicologiche, sulla difficoltà di rintracciare la vicinanza della violenza che accompagna la vita quotidiana delle donne e su cosa si può fare. La riflessione poggia su diversi contributi: il libro di Simona Feci e Laura Schettini “La violenza contro le donne nella storia” (presentazione ore 11, al Comunale, sede di tutti gli appuntamenti); il documentario di Elisabetta Francia “Parla con Lui” (ore 16.30), seguito dal confronto con le rappresentanti di organizzazioni femminili, centri antiviolenza, commissioni pari opportunità; lo spettacolo di e con Cam Lecce e Jörg Grünert “Medea’s room” (alle ore 9 matinée per le scuole, e alle ore 20).
Prodotto dal Deposito dei Segni, musiche di Luigi Morleo, “Medea’s room” è liberamente tratto da Christa Wolf e Heiner Muller. Topos della cultura occidentale, la figura di Medea è stata ripresa mille volte a teatro, nella letteratura e nella saggistica, nella danza e nel cinema (indimenticabile la regina della Colchide affidata da Pasolini a Maria Callas). Nella sua tragedia del 431 a. C., Euripide utilizza la figura di Medea, spiegano Lecce e Grünert nelle note allo spettacolo, «come simbolo di una cultura selvaggia e arretrata, oscurando i fatti stessi, facendo si che Medea possa essere chiamata presso i posteri fratricida, infanticida, strega». Lo spettacolo ha come punto di partenza il romanzo del 1996 di Christa Wolf, che dieci anni dopo “Cassandra” torna alla riscrittura radicale del mito. Nel testo della scrittrice tedesca Medea è una donna forte e libera, maga depositaria di un sapere del corpo e della terra.
Questo suo “secondo sguardo” le fa scoprire il crimine su cui si fonda il potere a Corinto; dovrà dunque pagare per averlo svelato. La figura di Medea ci è stata invece consegnata da Euripide come la madre che ha ucciso i figli, violenza femminile irrazionale contrapposta alla razionalità patriarcale della civiltà greca. Christa Wolf ribalta questa versione con un’indagine riallacciata alle fonti antecedenti a Euripide. «Medea allora non rappresenta più l’oscuro inabissamento nell’irrazionale» sottolineano gli artisti del Deposito dei Segni «ma al contrario la necessità della chiarezza e dello scandalo della ragione, ponendo una riflessione sull’atteggiamento maschile nei confronti delle donne e verso se stessi in relazione alle donne. Lo spettacolo propone una traccia temporale tra il racconto della storia di Medea e la condizione della donna oggi».
Oltre al progetto “Medea’s room” la giornata di domani del festival Red prevede anche la performance di Dynamis “M²”, con Francesco Turbanti e Dalila Rosa (ore 19, foyer del Comunale). Coinvolgendo gli spettatori, “M²” si interroga sull’uso dell’unità (il metro quadro appunto) che misura lo spazio vitale, il confine tra umano e disumano nella quotidianità. Partendo da casi di naufragio nel Mediterraneo, la performance è costruita attorno a una proporzione tra superficie e persone coinvolte.
Giovedì 22 , ore 17, Red propone lo spettacolo/laboratorio “Tutti non ci sono”, di e con Dario D’Ambrosi, produzione Teatro Patologico. È il 1978, con la legge Basaglia chiudono i manicomi e i pazienti vengono dimessi dagli ospedali psichiatrici e catapultati nella città.
©RIPRODUZIONE RISERVATA