Giovani che fuggono Huppert algida “Elle” e il boxeur annullato

I giovani, che fuggono in cerca di sogni come Sandro e Luciano o che restano davanti alle responsabilità come Samuele, sono al centro di due commedie italiane da oggi nelle sale. Il timido e gentile...
I giovani, che fuggono in cerca di sogni come Sandro e Luciano o che restano davanti alle responsabilità come Samuele, sono al centro di due commedie italiane da oggi nelle sale. Il timido e gentile Sandro (Filippo Scicchitano, “Scialla!”), aspirante scrittore, e il più sicuro e brillante Luciano (Giovanni Anzaldo, “Il capitale umano”) sono protagonisti con la stravagante Nora, interpretata dalla talentosa attrice pescarese Sara Serraiocco, del film di Giovanni Veronesi “Non è un paese per giovani”.
Un ritratto della gioventù italiana in fuga all'estero, che prende titolo e ispirazione dal programma che il regista conduce su Rai Radio2, collegandosi a ogni puntata con ragazzi all’estero che raccontano la propria esperienza. Come quella di Sandro e Luciano, che volano a Cuba con l’idea di aprire un ristorantino italiano provvisto di wi-fi, merce rara sull’isola, dove cercherà di far loro da guida la stramba ma profonda Nora. Un ruolo di svolta dopo tanto cinema d’autore per la 26enne Serraiocco, per l'occasione rasata a zero, da mesi a Los Angeles dove sta lavorando nella serie “Counterpart”, al fianco di J.K.Simmons e Michael Nyqvist. Nel cast di “Non è un paese per giovani” anche Sergio Rubini e Nino Frassica.
Ancora più giovane dei tre personaggi del film di Veronesi è Samuele (Ludovico Tersigni), 16enne protagonista di “Slam - Tutto per una ragazza” che Andrea Molaioli, già regista dei notevoli “La ragazza del lago” e “Il gioiellino”, ha tratto dal romanzo di Nick Hornby (edito in Italia da Guanda). Slam nel gergo degli skaters indica una caduta pericolosa dopo un’acrobazia. È quel che potrebbe accadere a Samuele, grande appassionato di evoluzioni con lo skateboard, quando scopre che la sua Alice (Barbara Ramella) è incinta. Ma il 16enne non fugge e decide di essere padre. Del resto, anche i suoi genitori (Jasmine Trinca e Luca Marinelli) lo hanno avuto alla stessa età.
Atmosfere perturbanti nel teso noir di Paul Verhoeven “Elle”, con un’algida Isabelle Huppert nei panni di Michèle, titolare di una ditta di videogiochi per adulti. Una sera la donna viene violentata in casa da uno sconosciuto, ma lei, dopo l’abuso, non fa una piega e si prepara per la cena. Più tardi racconterà senza emozione agli amici l’accaduto. Pian piano si scoprono i rapporti di Michèle con l'ex marito, il figlio, la nuora, la madre, il padre (in carcere per omicidio plurimo), l’amante, i dipendenti della ditta, gestiti tutti nello stesso modo spietato. E si assiste al ritorno dello sconosciuto. Dal romanzo “Oh...” di Philippe Djian.
In sala “I Am Not Your Negro” di Raoul Peck, candidato agli Oscar nella cinquina documentari. Articolato su immagini di repertorio, accompagnato dalla voce narrante di Samuel L. Jackson, il film si basa sulle pagine dello scrittore e attivista afroamericano James Baldwin (1924-87) che dovevano confluire nel romanzo rimasto incompiuto “Remenber this house”. Baldwin, nero e omosessuale, autore di capolavori come “Un altro mondo” e “La camera di Giovanni”, in “Remenber this house” racconta le vite e gli assassinii negli anni Sessanta dei suoi amici Medgar Evers, Malcom X e Martin Luther King. Seguendo le sue parole il film ricostruisce le violenze razziali di quegli anni e quelle recenti.
Segnata dall’odio razziale anche la vicenda umana e sportiva di Leone Jacovacci, il boxeur nero che parlava romanesco, figlio di un agronomo romano e della figlia di un capo tribù del Congo. Vicenda raccontata nel documentario di Tony Saccucci “Il pugile del duce”. Leone vinse nel 1928 il titolo europeo dei pesi medi, battendo il campione del regime Mario Bosisio, guastando così il piano di Mussolini per riaffermare anche sul ring la superiorità della razza bianca. Sulla sua vittoria il fascismo fece calare il silenzio, censurando perfino il filmato dell'Istituto Luce.
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