Giò Di Tonno è Athos nei Tre moschettieri

19 Giugno 2024

Il cantante abruzzese firma anche le musiche dell’opera pop tratta dal romanzo di Dumas e prodotta da Francioni e Tsa

PESCARA. «Tutti per uno, uno per tutti!». È il motto che tutti ricordano, il più famoso di quella storia senza tempo resa celebre dallo scrittore francese Alexandre Dumas padre. Una frase simbolo di un'amicizia incorruttibile che prende vita in una nuova versione musicale italiana, I Tre Moschettieri - Opera Pop, che arriverà il prossimo anno nei più importanti teatri del Paese. E questa versione piena di energia del celebre romanzo d’appendice ha dentro anche molto Abruzzo, a partire dal protagonista, Giò Di Tonno, per proseguire con la produzione, di Stefano Francioni e del Teatro Stabile d'Abruzzo, di cui è direttore artistico Giorgio Pasotti.
Il tour partirà dal Teatro Nazionale di Milano il prossimo 16 febbraio 2025, seguito dalla messa in scena al Teatro Brancaccio di Roma (a partire dal 5 marzo 2025. E i biglietti per le date di anteprima sono già disponibili in prevendita da ieri, nel circuito TicketOne.
I Tre Moschettieri - Opera Pop, spiegano le note di produzione, è uno spettacolo in cui musica, prosa e danza si intrecciano in un racconto coinvolgente ed emozionante. Protagonista il cantante, cantautore e attore pescarese Giò Di Tonno, che si affianca a Vittorio Matteucci e Graziano Galatone per vestire i panni dei compagni di avventura Athos, Porthos e Aramis. Il musical prende vita sotto il tocco innovativo di Giuliano Peparini, a cui sono affidate la direzione artistica e la regia. Le coreografie sono invece create da Veronica Peparini e Andreas Muller, mentre le musiche sono firmate da Giò Di Tonno, arricchite dai testi di un altro autore pescarese, Alessandro Di Zio.
Sul palco andrà in scena dunque, spiegano ancora le note di regia, il trionfo dell'amicizia, ma anche del potere e dell'ambizione in questa storia senza tempo in cui buoni e cattivi combattono una lotta quasi archetipica, mettendo al centro valori quali onore, fedeltà, onestà troppo spesso messi in crisi dal mito dell'uomo contemporaneo e che i tre moschettieri portano fieri sulla punta delle loro spade. Spade che naturalmente non disdegnano di usare: perché per l'onestà e per l'amicizia si può e si deve combattere. E per l'amore, motore di ogni azione che qui si sublima nell'incontro tra D'Artagnan e Costanza. Un amore che verrà spezzato dalla sete di vendetta dell'altra protagonista femminile: la perfida Milady. Il finale riporterà l'equilibrio e Milady sarà giustiziata.
Ma lo spettatore andrà via con l'amaro in bocca. Chissà, forse perché i buoni sono a un tratto diventati cattivi? Oppure perché è proprio la morte l'unico mistero che neanche l'uomo contemporaneo è riuscito a svelare. L'unico mistero che ci rende microscopici e vulnerabili.
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