Google celebra Margherita Hack

12 Giugno 2021

I 99 anni dell’astrofisica: iniziative della Fondazione nata in Abruzzo

TERAMO. Oggi sarebbe stato il 99° compleanno dell’astrofisica e divulgatrice Margherita Hack e Google la celebra con un doodle e una mostra virtuale visibili in tutto il mondo grazie alla Fondazione Margherita Hack diretta dal teramano Marco Santarelli e al Museo della Scienza e della Tecnica Leonardo da Vinci di Milano.
Doodle, in inglese scarabocchio, è quell’immagine, spesso animata, variante del logo di Google, che compare ogni giorno diversa sulla home page del motore di ricerca, contenente il link a una pagina celebrativa di quel personaggio o ricorrenza. Ieri era dedicata all’inizio del campionato europeo di calcio, oggi a Margherita Hack.
La scienziata è stata la prima donna a dirigere un Osservatorio astronomico e prima a ottenere una cattedra all’Università di Trieste. Per l’occasione del 99° compleanno la Fondazione Hack e il Museo Leonardo hanno curato il doodle di Google, già visibile da mezzanotte in tutto il mondo. Le due istituzioni, grazie alla collaborazione con la piattaforma digitale di ricerca, hanno allestito sulla pagina Arts & Culture una mostra virtuale che ripercorre i momenti cruciali della vita della scienziata, scanditi dallo studio delle stelle e dall’impegno civile. Per oltre 20 anni direttrice dell’Osservatorio astronomico di Trieste, amata per la capacità di spiegare al grande pubblico concetti scientifici complessi, Margherita Hack ha avuto intestato un asteroide, 8558 Hack, che orbita tra Marte e Giove. Negli anni ’90 Hack ha conosciuto all’Aquila il ricercatore teramano Marco Santarelli, laureato in filosofia. Insieme hanno scritto per Einaudi “Sotto una cupola stellata”. Dopo la morte della scienziata, Santarelli ha lavorato alla realizzazione della Fondazione di cui avevano ragionato insieme, primo obiettivo una biblioteca aperta al pubblico, prendendo contatto col Comune di Trieste e con Giorgio Cociani, amico fraterno della famiglia Hack. «Siamo orgogliosi di essere arrivati fin qui», commenta il ricercatore abruzzese, «siamo grati a Google per questa iniziativa, un cameo digitale e internazionale che rende omaggio a una grande scienziata e a una splendida persona che ha fatto dell’impegno civile una bandiera e della divulgazione la sua fede». (afu)