Guerino Testa contro i Litfiba: «Pelù canti, non faccia proclami politici»

Il deputato di Fratelli d’Italia attacca il leader della band: «Usiamo la cultura per accrescere il sapere e non per professare la propria posizione. Ha ragione De Gregori»
PESCARA. «Ancora una volta la cultura, in questo caso musicale, viene politicizzata». A far infuriare il deputato di Fratelli d’Italia, Guerino Testa, è stato il concerto dei Litfiba, venerdì scorso al Porto turistico di Pescara per il Terrasound Festival. Ce l’ha, Testa, con «i Litfiba e il suo leader Piero Pelù, che è riuscito a intervallare ogni brano a un pensiero politico più ideologizzante che concreto». «La cultura», tuona il deputato, «dovrebbe essere scevra da condizionamenti ideologici. E invece continuiamo a vedere persone sicuramente ben pagate, che conducono una vita senza privazioni, dirci cosa fare e come fare secondo le loro ideologie per lo più teoriche».
Testa ricorre anche a un esempio: «È come se uno scienziato durante un convegno si mettesse a fare proclami ideologici». Il politico si ricollega anche alla recente polemica scatenata dal cantautore Francesco De Gregori, critico verso l’impegno politico anti-Trump di Bruce Springsteen. «Hanno le loro canzoni, i loro scritti, le loro opere per dire ciò che pensano», chiosa Testa. «Usiamo la cultura per accrescere il sapere e non per professare la propria posizione politica. Ha ragione Francesco De Gregori che rifiuta fermamente l’idea dell’artista come “santone” o educatore politico».
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