I Beatles sotto lo sguardo dello storico

“L’avventura più bella del mondo”, saggio in tre parti di Di Marco
ROSETO. . «I Beatles sono stati l’unico gruppo a rappresentare la rivoluzione della classe giovanile». “L’avventura più bella del mondo. I Beatles” (Verdone Editore) di William Di Marco è pronto a varcare anche i confini nazionali nel cinquantennale dello scioglimento della band di Liverpool, avvenuto il 15 aprile 1970.
L’opera è strutturata in tre parti. «La prima è più sociologica», afferma lo storico e scrittore di Roseto degli Abruzzi, «in cui viene chiarita l’unicità dei Beatles in quanto “rivoluzionari” e non “ribelli” come altri grandi gruppi che rappresentavano la rottura nei confronti della società esistente; la seconda parte è più cronologica, a partire dalla nascita di Ringo Starr, avvenuta nel 1940, fino alla definitiva scissione del 1970; infine viene riportata la discografia completa». La ricerca dell’autore abruzzese nasce da un interesse di carattere generale sulla storia del ‘900 e della musica pop, ma anche perché va ad intersecarsi con la storia locale e con quel percorso di “microstoria” che Di Marco ha intrapreso da una ventina d’anni all’Università di Chieti, nel dipartimento di Storia assieme alla professoressa Carmelita Della Penna. «Questo libro nasce in seguito a due progetti che l’Istituto Moretti di Roseto», dove Di Marco insegna materie letterarie, «ha intrapreso con scuole di Liverpool. Io feci parte di entrambe le delegazioni e già nel 2008 notai quanto la presenza dei Beatles fosse ancora così forte e attuale; così ebbi un’idea che si rafforzò nel 2012, quando vi tornammo». Secondo l’autore è proprio attorno ai Beatles che negli anni ’60 nasce in tutta Europa la classe dei “giovani”, una categoria sociale fino ad allora inesistente: dopo i primi studi basilari, i bambini venivano avviati al mondo del lavoro, diventando ben presto adulti. «Ad un certo punto i ragazzi iniziano a cercare una propria identità», racconta lo scrittore rosetano, «con la riforma scolastica vengono più coinvolti all’interno della scuola; di conseguenza iniziano ad avere qualche soldo in mano e ad acquistare dischi e mangiadischi, che rappresentano il principale veicolo culturale popolare dell’epoca. I Beatles sono i portabandiera di questa trasformazione, la impersonano in tutto e per tutto».
Piergiorgio Stacchiotti
